I confini orientali – Fascismo Foibe Esodo

Giorno del Ricordo 2016 comm«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale» (legge 30 marzo 2004 n. 92).

Per comprendere il perché delle foibe o dell’esodo di molti italiani che risiedevano lungo i confini orientali dell’Italia, abbiamo inserito questi avvenimenti in un più vasto contesto storico, tramite un incontro pubblico dal titolo “I confini orientali” il 7 febbraio scorso presso il Museo Diffuso della Resistenza a Torino. Presieduto dal Presidente provinciale dell’Anpi Ezio Montalenti, hanno partecipato Eric Gobetti e Claudia Cernigoi, ricercatori storici. Ha coordinato Fulvio Gambotto. Per l’occasione è stata esposta una mostra documentale dal titolo fascismo – foibe – esodo curata dalla Fondazione Memoria della Deportazione.

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Il 10 febbraio 1947 venne firmato a Parigi il Trattato di Pace tra gli Alleati vincitori della Seconda Guerra Mondiale e i Paesi sconfitti alleati del Terzo Reich tedesco, tra cui l’Italia, che doveva pagare le colpe del fascismo di Mussolini, coautore della guerra totale e razzista che aveva provocato 55 milioni di morti, generando oppressione, miseria, fame, terrore, distruzione a fianco dei nazisti per 3 su 6 anni di guerra.

In Italia il 10 febbraio è il “Giorno del Ricordo” delle foibe, dell’esodo e delle più complesse vicende del confine orientale, stabilito con la Legge 92/2004, grazie alla quale è stato dato un riconoscimento con medaglia al valore da parte della Repubblica a circa 300 nazifascisti, tra cui diversi responsabili di crimini di guerra e genocidio contro le popolazioni della Jugoslavia, aggredita dall’Italia nel 1941.

Una questione storica si è trasformata in una questione politica, innestandosi sul fatto che l’Italia non ha mai fatto fino in fondo i conti con il fascismo.

Anche tenendo conto dell’ignoranza della quasi totalità del popolo italiano su queste tematiche, il “Giorno del Ricordo” si è via via affermato come una ricorrenza nazionalista, una giornata del revisionismo della storia in senso antipartigiano, in molti casi addirittura come la giornata dell’orgoglio neofascista, con vere e proprie parate militari da parte di organizzazioni come Casapound, Forza Nuova, Fratelli d’Italia, come avviene ad esempio a Torino dal 2010.

L’ANPI ha denunciato le strumentalizzazioni della giornata, promuovendo iniziative culturali e militanti a difesa della Memoria e della Pace, giungendo nel 2015 a invocare la sospensione della Legge 92/2004 anche a livello nazionale.

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