Solidarietà al Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia

Medagliere TorinoSolidarietà al Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia di fronte all’offensivo attacco del giornalista Fabrizio Rondolino sull’Unità del 31/3/2016.

L’ANPI provinciale di Torino, nell’odierna prima riunione successiva al Congresso Provinciale del 12-13 marzo 2016:

  •  esprime piena solidarietà al Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia di fronte all’attacco offensivo e inqualificabile subito da parte del giornalista Fabrizio Rondolino, attraverso l’articolo pubblicato sull’Unità del 31 marzo scorso;
  •  manifesta la più profonda indignazione per il linguaggio aggressivo ed insultante utilizzato e si associa al comunicato della Segreteria Nazionale ANPI nel denunciare il tentativo in atto di delegittimazione del Presidente Smuraglia e dell’ANPI.
  • condivide infine l’affermazione del Presidente Smuraglia contenuta nell’intervista a Radio Popolare del 5 aprile 2016: “E’ un attacco ad personam perché capiscano tutti che non è gradito un intervento dell’ANPI nella campagna referendaria”.

L’ANPI provinciale di Torino, in coerenza con quanto deliberato dal Comitato Nazionale del 21 gennaio scorso, conferma il proprio impegno per dire NO alla legge di riforma del Senato ed alla legge elettorale.

Torino, 9 aprile 2016
Odg. Presentato dal Consigliere provinciale Angelo Boccalatte, votato all’unanimità dai partecipanti alla riunione del Comitato

Il Presidente della riunione

Ezio Montalenti

Carlo Smuraglia, il giurista partigianoSmuraglia

di Nando Dalla Chiesa (link)

Carlo Smuraglia è il presidente dell’Anpi, partigiano da ragazzo, oggi di fatto è il rappresentante più autorevole della storia della Resistenza italiana. E ha il dovere di rappresentarla. La nostra Costituzione è nata dalla Resistenza e c’è un filo unico, di valori e di speranze, tra l’una e l’altra. Smuraglia coglie lucidamente che si vuole sfigurare la Costituzione, e ancor più lo si farà se si considerano gli effetti della proposta di legge elettorale (il famoso Italicum, sembra un treno). Dunque la difende. E ha chiesto all’Anpi di difenderla come eredità morale della Resistenza. Ma voi pensate davvero che avrebbe assunto questa decisione se il problema fosse stato solo quello di abolire il Senato? No di certo, perché non sta lì lo scandalo (semmai scandalizza che si dica di averlo abolito mentre non è vero, mentre se ne tiene in piedi una versione tra il pittoresco e il mostruoso).
Conosco Smuraglia da molto tempo; giurista, docente a Scienze Politiche quando ero un giovanissimo addetto alle esercitazioni, in qualità di Presidente del Consiglio Regionale Lombardo. E poi come avvocato che si offrì di difendermi gratis al maxiprocesso (andò poi al Csm, dove fu uno dei più lucidi difensori di Falcone), come punto di riferimento nella lotta al terrorismo e alla mafia (presiedette al meglio la prima Commissione Antimafia del Comune di Milano). E non si è mai risparmiato, a nessuna età, nell’andare in giro a far dibattiti, a nutrire la democrazia. Vedere dei valletti analfabeti che lo irridono come ignorante di diritto, fa riflettere sul nostro possibile futuro prossimo. In realtà il giurista partigiano ha capito (meglio di noi) quel che in molti abbiamo capito. Qui il problema non è cambiare la Costituzione, necessità di cui scrivo da vent’anni, ma sfregiarne lo spirito o no. L’uomo, che ha esperienza e fiuto della storia, ha capito benissimo che dietro tutto tira una gran voglia di comando personale. Mentre la Costituzione, guarda un po’, aveva la “pretesa” di proteggere la democrazia dai poteri senza limiti, anche – e soprattutto – se nati dal voto popolare. Per questo Carlo Smuraglia ha chiesto all’Anpi di non fare Ponzio Pilato. E ha fatto bene. Poi il dissenso nell’Anpi fa parte esattamente delle libertà che si vogliono difendere. Come dovrebbe essere dentro i partiti. O no?

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