COMUNICATO ANPI PROVINCIALE TORINO

COMUNICATO

 

Su “squadrismo” e libero pensiero.

 

Moni Ovadia in un video ha accusato l’ANPI di squadrismo per una vicenda in cui, a quanto risulta, non era minimamente coinvolto. Stimiamo  e apprezziamo Moni Ovadia come uomo di spettacolo e per il suo impegno, ma non possiamo accettare un’accusa infamante per l’Associazione che è l’”erede”  di coloro che liberarono  il Paese dal fascismo e dal nazismo.

E’ un’accusa grave che offende migliaia di volontari militanti che ogni giorno sono impegnati  a far vivere la memoria di quanto è costato, in sangue, sofferenze e morti, conquistare la democrazia.

Pur non volendolo, tale accusa si affianca agli attacchi di quanti vogliono criminalizzare la Resistenza, negare i crimini nazisti e alzare di nuovo bandiere brunite, croci uncinate e fasci littorii.

La vicenda cosiddetta di “Almese (Torino)” è stata un episodio in cui l’Anpi Provinciale, preoccupata di quello che risultava essere un accodamento della nostra Associazione a iniziative assunte e gestite da altre organizzazioni che conducono non da ora una campagna contro Israele,  ha ritenuto non opportuna questa scelta.

Come ha ricordato la Presidente Carla Nespolo, rispetto a una vicenda drammatica e complessa, che già conta troppe vittime e distruzioni, come quella del conflitto israelo – palestinese, la nostra convinzione è che la soluzione sia la costituzione di due Stati per i due popoli, pertanto non aiuta sostenere iniziative in cui  non si affronti con chiarezza il problema, approfondendolo, a più voci se necessario, senza tacere responsabilità e aggressioni, ma anche senza alimentarne.

La sezione Anpi interessata ha accolto le osservazioni avanzate  ed ha ritirato l’adesione, considerando anche  il fatto che non era stata data nessuna informazione al Provinciale, come di norma previsto. L’iniziativa si è svolta regolarmente  coi promotori, non essendo annunciato per altro alcun intervento di un esponente dell’ANPI.

Diverso è il caso della “sez. Valmessa” , altro soggetto che compariva sul volantino nell’iniziativa, sezione inesistente, per cui l’uso del logo è stato del tutto abusivo, come per altro è già in altre situazioni accaduto. Non c’è chi non intenda che è fonte di preoccupazione, oltre che attività illecita, l’uso del logo e quindi del simbolo dall’ANPI  a copertura di iniziative a cui l’ANPI è estranea.

Nessuna censura è stata esercitata: si è evidenziato, ed è necessario ribadirlo, che l’ANPI, come ha sempre fatto, deve operare per costruire fronti ampi di antifascismo che coinvolgano Istituzioni, partiti, sindacati, associazioni e non avere strabismi che dividono, alimentano scontri e ostilità nel mondo democratico e producono isolamento.

L’autonomia dell’ANPI è un valore per trovare i terreni dell’unità, ed esclude che si cerchi collocazione a fianco di gruppi, formazioni politiche, partiti,  rinunciando all’insegnamento, che viene dalla Resistenza e dal lavoro delle Madri e dei Padri Costituenti, di costruire tessuti unitari sui principi e i valori della democrazia.

Né va scordato che a gennaio si celebra il Giorno della Memoria e le forze democratiche sono impegnate ad arginare i rigurgiti antisemiti, le organizzazioni neonaziste e neofasciste e il rischio che slogan di criminale memoria si diffondano con troppa facilità, oscurando storia e cultura.

Mentre la sen. Liliana Segre è scortata, a causa delle aggressioni verbali subite e l’ex deportata politica, staffetta partigiana Lidia Rolfi, che ricordiamo con affetto e riconoscenza, viene ancora dopo la morte insultata e offesa perché ritenuta erroneamente ebrea, non è forse dovere nostro primario ricordare il dramma subito dal popolo ebraico? non sottacerlo, perché, qualunque sia il

 

giudizio su comportamenti dei governanti di Israele, siamo consapevoli che la situazione impone una scala di priorità per evitare equivoci e che questa scala  ci chiama ora a combattere l’antisemitismo  senza silenzi, senza ombre o riserve mentali.

Abbiamo imparato a difendere i diritti dei popoli, di tutti i popoli sottoposti a oppressioni, proprio da quel terribile orrore in cui si cercò di eliminare un popolo e allora fu solo l’antifascismo ad opporsi.

L’antifascismo non deve perdere la sua forza: questo è il nostro impegno.

 

 

La Presidenza

ANPI provinciale di Torino

 

Torino,27 gennaio 2020

 

 

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