Antonio Bauducci è partito per l’Ultimo Viaggio

Antonio Bauducci, portabandiera storico dell’ANPI di Grugliasco, è partito per l’Ultimo Viaggio

Con dolore apprendiamo che ieri è partito per l’Ultimo Viaggio il nostro Antonio Bauducci, classe 1935, operaio, musicista, antifascista e militante comunista da sempre, portabandiera dell’A.N.P.I. per tanti anni tanto da fargli avere il soprannome di “partigiano” quando qualcuno lo incontrava durante le sue solite passeggiate in Grugliasco, oltre al suo storico e affettuoso soprannome “Bau”.Già da bambino, durante la Resistenza, viene coinvolto dalla famiglia in alcune operazioni di aiuto ai Partigiani nel territorio di Venaria in qualità di staffetta portaordini: gli dicevano “Antonio, vai a dire che ci sono altre candele da portare via…”, le candele erano Partigiani da soccorrere e nascondere e probabilmente ha capito molto dopo l’importanza di quelle informazioni in codice.

Antonio è stato componente del nostro Comitato di Sezione per trent’anni, rappresentando innumerevoli volte l’A.N.P.I. in contesti popolari, istituzionali, laici e religiosi: Bauducci è stato l’anima e il volto dell’ANPI per lungo tempo, sempre a fianco del Partigiano Antonio Falbo in tutte le occasioni pubbliche e nella loro amicizia personale.

L’operaio e artista grugliaschese Federico Naso gli aveva anche dedicato un inno, che tante volte abbiamo cantato goliardicamente in suo onore molte volte anche solo vedendolo arrivare a riunione in Sezione: “Oh oh, oh oh, Bauducci Partigiano, oh oh, Bauducci Partigiano, oh oh”, partiva ormai automatico come fosse un “ciao Antonio!”.

Di carattere un po’ burbero, Antonio è stato un gran lavoratore per tutta la vita: in fabbrica ha formato la sua esperienza professionale, dove è stato anche componente della Commissione interna, e nel Partito Comunista Italiano ha realizzato la sua vita politica di grande presenza e impegno. Attivissimo nell’organizzazione di banchetti e gazebo, ad ogni iniziativa ha sempre portato il suo contributo organizzativo, appassionatissimo di volantini e propaganda.

Come musicista, lo abbiamo conosciuto per le sue tante performance musicali, sulle canzoni della Resistenza e non solo, comprendendo che la musica era un veicolo di messaggi positivi e di amicizia al di là della diversità: ha sempre ricordato la grande lezione unitaria della Resistenza e dell’arco costituzionale.

A volte lo vedevamo partire con tutta la sua attrezzatura musicale, strumenti, amplificatori, spartiti e tutto il necessario, e gli chiedevamo “dove vai con tutta quella roba?” e lui rispondeva sorridendo “vado a Crescentino a far diverstire un po’ i miei coetanei”. Era fatto così, si dedicava moltissimo agli altri: spesso lasciava il suo leggìo in Sezione, sapevamo che era passato di lì ed era come se fosse presente.

Antonio è stato uno di quei milioni di militanti antifascisti e comunisti che quando c’era qualcosa da fare, si impegnava per farla, al servizio della causa, anche quando non ne era davvero totalmente convinto: ha trascorso tutta la sua vita per realizzare quella nuova società, per incamminare anche l’Italia su quelle vie nuove per una futura umanità altra e possibile a partire dai temi del lavoro e dei diritti.

Antonio ha fatto parte di quella delegazione A.N.P.I. che si presentò autonomamente alla Facoltà di Agraria e Veterinaria nell’autunno 2008 per incontrare gli studenti universitari durante l’occupazione in forma di campeggio sui prati: era curioso di sapere, di capire, aveva percepito che stava succedendo qualcosa e che l’A.N.P.I. doveva essere coinvolta. Si è distinto infatti per l’accoglienza e l’accompagnamento dei giovani nell’A.N.P.I. a fianco degli anziani, anche nelle procedure amministrative della Sezione: con la Nuova Stagione dell’A.N.P.I. lanciata a livello nazionale nel 2006, è stato proprio Bauducci a consegnare materialmente le chiavi della Sezione alle nuove generazioni nel 2009. Ha sostenuto e promosso la crescita della preparazione delle nuove generazioni, era orgoglioso di avere dei giovani all’A.N.P.I. nonostante le difficoltà dei rapporti generazionali.

Quando sulla copertina della rivista nazionale A.N.P.I. Patria Indipendente è stata pubblicata la foto di una nostra giovane iscritta che aveva partecipato alla Festa Nazionale di Marzabotto, siamo letteralmente volati in ospedale a Rivoli, dove Bauducci era ricoverato, per fargliene avere una copia: ci aveva detto commosso “certo che la nostra Sezione ne ha fatta di strada eh, bravi ragazzi, a volte vi devo tirare le orecchie ma stiamo andando forte!”.

Antonio è stato sempre presente alle riunioni fino a quando ha potuto, non sempre ha compreso fino in fondo il rinnovamento o le scelte assunte, tuttavia ha esposto sempre il suo pensiero anche quando andava controcorrente. A volte abbiamo dovuto parlare quasi gridando per farci sentire da lui, soprattutto nel periodo in cui aveva il suo apparecchietto uditivo che non funzionava bene.

Una volta, per andare al corteo del Primo Maggio a Torino, lo abbiamo convinto a prendere per la prima volta la metropolitana, accompagnato dai nostri giovani in corteo: durante il tragitto, guardando nel tunnel, ha chiesto “sembra di essere in miniera…” e poi un po’ preoccupato “ma se non c’è l’autista, chi lo sta guidando questo trenino?”.

Resterà impressa eternamente in tutti noi la sua imprecazione, usata come intercalare, “MISERIACCIA”, o quella volta che ha proposto come coro per il corteo del 25 aprile “fascisti carogne tornate nelle fogne” e lo abbiamo cambiato in “fascista attento ancora fischia il vento!”.

Ora Antonio si è riunito ai suoi compagni già andati avanti: già lo immaginiamo mentre siede a fianco di Antonio Falbo, Fedele Varallo, Benigno Prevosto, Giorgio Tecchiati, Velia Peverati, Libero Pignat, Rino Gobbo, Nello Destro, Raimondo Lisotto e tutti gli altri che lui ha conosciuto e ci ha aiutati a conoscere.

Ad Antonio Bauducci la nostra Sezione deve moltissimo e ancora un’ultima volta lo salutiamo con il coro dedicato proprio a lui “Oh oh, oh oh, Bauducci Partigiano, oh oh, oh oh, Bauducci Partigiano, oh oh…”

Inviamo un abbraccio caloroso e commosso alla moglie Antonietta, a figli e nipoti, a cui promettiamo di dedicare in futuro un apposito momento di ricordo collettivo pubblico del nostro “Bau”.

Per il Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco
e per tutte le compagne e i compagni dell’A.N.P.I.

Il Presidente
Fulvio Grandinetti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *