25 aprile 2020_RACCOLTA MATERIALI E ATTIVITA’

Questa pagina in continuo aggiornamento è dedicata alla raccolta di tutte le iniziative e dei materiale prodotti per le celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione.

In primo luogo il lavoro che molte sezioni stanno predisponendo per fare memoria della Resistenza. Oltre alla circolazione locale (social, radio, TV) è importante far pervenire al Provinciale, video e quant’altro abbiate realizzato per costruire così la comunicazione del 25 aprile.

Dall’ A.N.P.I. Nazionale giunge la indicazione di suonare dalle nostre finestre “Bella ciao” alle ore 15:00, riportiamo il link dell’intervento della Presidente Carla Nespolo intervistata da Repubblica.it

 

 

“IL 25 APRILE IL PAESE INTERO CANTI BELLA CIAO, C’E’ BISOGNO DI SPERANZA E UNITA'”

Il 25 aprile #bellaciaoinognicasa alle ore 15: l’appello della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI. Le prime adesioni: ARCI, CGIL, CISL, Unione degli Universitari, Rete degli studenti medi, Nicola Fratoianni, Paolo Pezzino, ANPPIA, Articolo UNO, ANED, Articolo 21.

E’ stato lanciato anche un appello nazionale #iorestolibero per una raccolta fondi e una piazza virtuale nel pomeriggio con cantanti ecc. https://www.25aprile2020.it/

Unisciti a tutta Italia per la Festa della Liberazione #iorestolibero

 

A Torino il Polo del ‘900 con il Comune di Torino ha in programma, con la partecipazione dell’A.N.P.I. Provinciale di Torino, una diretta sulla Resistenza.

Contributo della Presidente Anpi Provinciale di Torino sul 25 aprile

CORO DELL’ANPI PROVINCIALE DI TORINO

Dal Polo del 900

FESTA DELLA LIBERAZIONE

IL 25 APRILE UNA MARATONA WEB: VOCI, MUSICA E STORIE PER NON DIMENTICARE

#Torino25aprile, 70 realtà culturali coinvolte, oltre 200 contenuti tra filmati, musica e racconti, più di 300 ospiti

Dalle Sezioni della città

Sezione Centro

CONTRIBUTO DI LAURA MARCHIARO PRESIDENTE DI SEZIONE

In questo 25 Aprile senza cerimonie e riti di memoria abbiamo deposto una corona alla lapide di piazza Carlo Alberto che ricorda la fucilazione per rappresaglia di sei partigiani tratti dalle carceri  Nuove e proprio qui trucidati  il 30 agosto 1944.
La corona vuole ricordare in un unico abbraccio di gratitudine le decine di martiri partigiani combattenti, staffette, gappisti caduti sulle nostre montagne o in città le cui lapidi  ci parlano dai muri  delle nostre strade e piazze. sono più di trenta nella Circoscrizione 1 – e che ogni anno l’ ANPI onora con un mazzolino di fiori rossi.
Questo piccolo gesto che si rinnova appartiene a una tradizione di sentimenti e passioni  che unisce generazioni  di donne e uomini nell’impegno e nella lotta in difesa dei valori dell’antifascismo, della democrazia e della nostra Costituzione.

Laura Marchiaro

LAPIDI CITTADINE

Sezione di Madonna di Campagna

COMMEMORAZIONE IN CIRCOSCRIZIONE

Sezione di Mirafiori sud

Contributo del Presidente di Sezione Mario Morello

25 Aprile 2020

E’ il 75° Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, anno che purtroppo, a causa della pandemia scatenata dal coronavirus, ci impedisce di celebrare nel nostro modo tradizionale la ricorrenza.

Questo non ci impedisce di pensare e ricordare: pensare a quei ragazzi e ragazze che allora non esitarono nel momento della scelta.

Ora è gunto il momento di confermare la loro scelta e di far rivivere i valori che furono alla base della loro lotta e che i padri (e le madri) costituenti seppero trasfondere nella nostra Costituzione.

Ma i fantasmi di allora sono tornati, anche se col moderno camaleontismo sono cambiate le etichette: i colori però non cambiano, sono sempre quelli.

Non facciamoci ingannare: certi protagonisti del passato non ci sono più ma altri li hanno sostituiti; il vino ha sempre lo stesso colore.

I valori della democrazia devono essere difesi ogni giorno: la libertà ed i diritti non sono conquistati per sempre, sono continuamente minacciati ed ora tocca a noi difenderli.

Anche altri valori sembrano scomparsi: la solidarietà, la difesa dei più deboli.

Non per nulla i migranti sembrano diventati una minaccia, un problema di ordine pubblico.

Si strumentalizza la paura per cambiare in peggio la società: lo vediamo e lo sentiamo continuamente: i partigiani ce lo hanno ricordato spesso che il mondo per cui cambatterono allora doveva essere ben diverso, rispettoso dei diritti di tutti e tutte, senza distinzione di ceto, di religione, di genere e di colore.

Quindi è di nuovo ora di rimboccarci le maniche: quest’anno dovremo creare nuovi modi per far sentire la nostra voce, senza esitazione, senza mai mollare.

Ora più che mai.

Sezione San Paolo, Cit Turin

Vi comunichiamo che abbiamo aderito alla Campagna indetta dell’A.N.P.I. Nazionale di suonare dalle nostre finestre la canzone “Bella Ciao”, alle ore 15:00 del 25 aprile #bellaciaoiorestoacasa; a riguardo abbiamo ricevuto un contributo da parte di una amica della Sezione, Barbara Bee Barletta che ha rivisitato per noi la canzone “Bella Ciao” pubblicata sul nostro sito sezionale e scaricabile al seguente link di YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=2RrIMzXi6IU

Contributo da parte di Gianguido Passoni membro del Direttivo di Sezione.
UN FIORE SULLE LAPIDI DEI PARTIGIANI DI TORINO (ANCHE QUEST’ANNO)
Ho dedicato la maggior parte dei 25 aprile della mia vita a ricordare, insieme a tanti amici e compagni, i martiri della Liberazione di Torino, ponendo un fiore sulle loro lapidi. Quest’anno, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, questa tradizione non potrà essere rispettata nella forma consueta. Sarebbe però un peccato se tante lapidi restassero senza un fiore rosso e senza un ricordo di gratitudine e libertà.
Così ho  dedicato le ultime sere di quaratena a “costruire” insieme a mia figlia Camilla una mappa virtuale di tutte le 152 lapidi che ricordano i protagonisti della Resistenza in città, immaginando che ognuna di esse possa essere adottata ed onorata da chi le abita vicino.
Io poserò il mio fiore in via Cibrario 70, a pochi metri da casa mia, in memoria di Maria Luisa Giaccone “la portinaia della Resistenza”. Vi racconterò presto la sua storia.
La mia mappa è qui, è facilmente consultabile e vi sarò davvero grato se vorrete condividerla, diffonderla e usarla per trovare il punto più vicino alla vostra abitazione – https://bit.ly/lapidi-resistenza-torino
Sarebbe davvero bello se sabato fossimo in tanti a dedicare un pensiero, un fiore, un disegno, alla lapide che ricorda le donne e gli uomini che più di settanta anni fa – nello stesso quartiere in cui oggi viviamo – hanno combattuto per la nostra libertà.
Sarebbe davvero bello se sabato – anche questo sabato – le vie delle nostre strade fossero colorate da “mille papaveri rossi”.
P.s. L’elenco completo delle lapidi della Città di Torino ai caduti per la Liberazione, comprese quelle rimosse o irreperibili, è disponibile sul sito dell’ Istoreto Torino – http://intranet.istoreto.it/lapidi/ricerca.asp?evento=4&Submit3=invia
Contributo di Elena Scarabello Vicepresidente di Sezione
Nella mattinata di oggi 24 aprile 2020 in videoconferenza con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di San Mauro Torinese “Dalla Chiesa”, che hanno partecipato al Progetto “Per non dimenticare”, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione al progetto e in pillole sono stati raccontati gli eventi che hanno portato alla Festa della Liberazione che festeggeranno domani partendo dagli eventi dell’8 settembre. Sono state consegnate loro anche delle schede riassuntive per lasciare un segno di memoria.
Contributo di Gianpaolo Piazza membro del Direttivo di Sezione – Attività svolta da Doriano Magni Presidente di Sezione e di Francesca Troise Presidente Circoscrizione 3
Oggi pomeriggio alle ore 15.30 il nostro Presidente Doriano Magni assieme a Francesca Troise Presidente della Circolazione 3 hanno deposto una corona di fiori alla lapide di DANTE DI NANNI.
Il nostro ricordo a Lui ed un abbraccio a tutti i nostri iscritti  che in questi anni hanno tenuto attiva la nostra Sezione.
Il mio pensiero non può che andare anche ad Olgher con cui abbiamo percorso tutti noi anni di vita in difesa della libertà e della democrazia.
COMMEMORAZIONE ALLA LAPIDE DI DANTE DI NANNI
Circoscrizione 3 con la Presidente Francesca Troise e il Presidente di Sezione ANPI Doriano Magni

Sezione San Salvario Cavoretto Borgo Po

La Sezione A.N.P.I. Nicola Grosa ha aderito all’iniziativa della Casa del Quartiere e Associazione Pentesilea per il 25 Aprile 2020, per raccogliere fondi per la spesa  per le famiglie in difficoltà.
L’iniziativa consiste nella collaborazione dei cuochi della casa del quartiere a titolo volontario per la preparazione dei pasti allegati poi il pranzo verrà posto in un cestino con brochure dell’ANPI e della casa del Quartiere e consegnato a casa di chi ha prenotato entro  mercoledì 22/aprile/2020
Per informazioni: www.casadelquartiere.it
Per prenotare il pranzo  (entro mercoledì 22 aprile) al 3883625445.

Ci stiamo avvicinando al 25 Aprile 2020. Un 25 Aprile che questa volta non potremo celebrare in piazza.

Ma il 25 Aprile lo celebreremo ugualmente, non con i nostri tradizionali appuntamenti e con gli eventi.

Lo faremo condividendo il documento che racconta le motivazioni del tradizionale appuntamento a Cavoretto scritto da Fiorenzo Tiberio.

Lo faremo comunque a Cavoretto, in piazza Freguglia, dove andrà a deporre una corona di fiori, anche a nome nostro, Il Presidente della Circoscrizione 8 Davide Ricca.

Lo abbiamo celebrato inoltre insieme agli altri organizzatori del tradizionale appuntamento a Cavoretto – A.N.P.I. ANA Centro d’Incontro Lega Otto Spi CGIL Associazione Bocciofine Cavorettese –  devolvendo 800 euro, spese preventivate per l’organizzazione dell’evento, all’agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario Onlus- Casa del Quartiere attiva nella raccolta e distribuzione generi di prima necessità alle famiglie in difficoltà economiche.

Le nostre iniziative sono sul sito della sezionhttps://anpi8.wordpress.com/2020/04/19/25 Aprile 2020/

Inoltre il regolamento e il modulo d’iscrizione per il  concorso: 25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2020 – 75 ANNI DI LIBERTA’ GRAZIE AL LORO SACRIFICIO

Concorso

Modulo iscrizione

Sezione Santa Rita

Sezione Sassi Vanchiglia Borgata Rosa

Omaggio ai caduti

Dalle Sezioni della provincia

Sezione di Alpette

Carissimi, con il Comune di Alpette abbiamo concordato un programma minimo per evitare divieti, che erano nell’aria. In questa modalità minima e sobria avremo la possibilità di celebrare questo anniversario importante.

 

Care amiche, cari amici, domani, 25 Aprile, a molti di noi sarebbe stato possibile e oltremodo gradito salire su ad Alpette per dare la nostra testimonianza alla celebrazione del 75° anniversario della Liberazione. Come d’abitudine, avremmo portato un garofano rosso e un nastrino tricolore sulle lapidi di tutti i partigiani sepolti nel piccolo cimitero e riconoscendoli dalle foto un pensiero riconoscente sarebbe stato il nostro saluto. Questo non avverrà, ma alle 10:30 Graziano, vice sindaco, con Antonio e Franco, tutti e tre iscritti ANPI, con Donatella della Polizia Locale, silenziosamente, ma certamente con la giusta emozione, deporranno dei fiori ai piedi dei Monumenti che ricordano tutti coloro che nella Guerra di Liberazione offrirono la loro vita per la nostra libertà.
Evaristo: Grazie a Graziano, ad Antonio e a Franco di farlo a nome di tutti noi. Quest’anno il pensiero andrà anche alle tante, troppe vite andate perdute a causa del nemico invisibile.

Sezione di Alpignano

Link alla pagina del sito della nostra Sezione dedicata al 25 Aprile:

Sezione di Avigliana

Materiale prodotto dalla sezione Anpi di Avigliana e i video realizzati in collaborazione con le sezioni Anpi della Valle di Susa per il progetto” Resistenza e quarantena”.
Inoltre il video della commemorazione del 25 aprile ad Avigliana.

PRESENTAZIONE INIZIATIVA “Resistere ai tempi del Coronavirus”

In questo breve video vorremmo spiegare cosa succederà nei prossimi giorni sulla pagine di molte sezioni ANPI della Valle di Susa. Come sappiamo, questo 25 aprile sarà molto diverso da quelli passati. Tuttavia, la Resistenza non può essere fermata e vogliamo provare a vedere questa quarantena come un’occasione per raccontare alcune storie, piccoli e fondamentali pezzi di memoria.

Abbiamo così deciso di pubblicare, a partire da oggi e fino al 25 aprile, dei brevi video sulla lotta partigiana. Ci piacerebbe che questi video potessero essere non solo un monito per tutta la popolazione, ma anche un supporto per gli insegnanti, affinché, anche attraverso la didattica a distanza, possano continuare, come ogni anno, a trasmettere ai loro studenti i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

Infine, questi video rappresentano un modo per starvi vicini anche da lontano, anche senza i nostri abituali incontri di lotta e di convivialità.

Un caro saluto, ora e sempre Resistenza!

Oggi vi presentiamo il bellissimo lavoro svolto dall’Istituto Comprensivo di Sant’Ambrogio di Torino con il regista Max Finotti. UN bambino di nome Uberto.

La piccola Aurora trova per caso un DVD in cantina. Questo contiene i racconti del nonno, un bimbo cresciuto ai tempi della Resistenza. In un viaggio nel passato la nipotina rivive con gli occhi del piccolo Uberto un pezzo di storia del nostro Paese.

Per il progetto “Resistere ai tempi del Coronavirus”, l’ANPI Avigliana propone due letture tratte dal libro di Sergio Sacco e Gigi Richetto “Il dinamitificio Nobel di Avigliana”.

In questo video la prima delle due letture tenuta da Grazia Peano. Qui le sue parole di presentazione:

“Ciao, sono Grazia Peano dell’ANPI di Avigliana e volentieri accolgo l’invito di celebrare questo strano 25 Aprile in pandemia, con letture della Resistenza partigiana locale. Non sono originaria della Valle di Susa, i miei genitori sono del Cuneese e dedico questa lettura a mio padre che era un partigiano di Boves.

Ed ecco la seconda lettura sul dinamitificio Nobel dell’ANPI Avigliana, tenuta da Gianfranco Pertusio.

Carlo Taberna, nome di battaglia “Tom”, aveva 17 anni quando, nel luglio del 1944, fu catturato insieme ad altri #partigiani che come lui facevano parte della 17ª Brigata Garibaldi nei pressi del Col del Lys. Da lì fu portato prima alle Nuove, dove fu più volte interrogato e picchiato, quindi, fu deportato in Germania.

Il partigiano Tom ha raccolto i suoi ricordi in un manoscritto e si è ricongiunto ai suoi compagni partigiani il 12 marzo 1999.

“Nome di battaglia: Tom”, racconta, fedele al testo originale, una delle scene in esso contenute: l’interrogatorio alle “Nuove”.

Un racconto di Alberto Borgatta (AB.Fabbrica Creativa) e Luca Borgatta, con musiche originali di Silvano Borgatta, nel sesto anniversario dell’inaugurazione del Museo Valsusino della Resistenza di Condove.

Testimonianza del partigiano aviglianese Ilvio Ghiano 41°Brigata Garibaldi 25 Aprile 2020

Sezione di Beinasco

Link riassuntivo pubblicato sulla pagina del Comune di Beinasco in collaborazione con la sezione Anpi di Beinasco Per celebrare il 25 aprile 2020.

Sezione Bussoleno Chianocco Foresto

La sezione si sta organizzando per produrre una serie di contributi video di concerto con le amministrazioni di Bussoleno e Chianocco e la Società filarmonica di Bussoleno.

Sezione di Caluso

Discorso del Presidentedi Sezione alla Commemorazione

Sezione di Carmagnola

Pranzo del Partigiano A DOMICILIO!

Non potendo farlo come da tradizione tutti insieme, quest’anno il PRANZO DEL PARTIGIANO viene da voi!

Grazie a Associazione Karmadonne – Carmagnola che da sempre si occupa del menù, potrete gustarvelo a casa!

È un servizio dedicato ai soci, per prenotarvi avete tempo fino al 24 aprile contattando il numero 3889565599

Comunicazioni dallaSezione: manca una settimana al 75° anniversario del 25 aprile.
Quest’anno la celebrazione della Liberazione dal nazifascismo sarà molto diversa e molto strana.
L’emergenza sanitaria ci impedisce di festeggiare questo importante “compleanno” normalmente.
Quest’anno avevamo messo in piedi un programma ricco di appuntamenti: una mostra, un concerto, una proiezione, incontri e il grande classico del Pranzo del Partigiano.
Non potendo scendere in piazza abbiamo deciso, insieme ai ragazzi e le ragazze di Consulta Giovanile CarmagnoleseCircolo Arci MargotAssociazione Karmadonne – Carmagnola, di essere comunque attivi trasferendo parte del programma originale sui nostri canali social.
Da oggi inizia quindi una settimana dove quotidianamente, pubblicheremo contenuti legati alla Resistenza, carmagnolese e non, con anche qualche sorpresa.
Ringraziamo l’amico illustratore e attivista Gianluca Costantini, che sarebbe dovuto essere protagonista con una mostra dedicata al suo lavoro, per aver realizzato l’immagine che vedete qui. È una sintesi perfetta che racchiude il momento storico che stiamo vivendo: una partigiana con la mascherina, perché nonostante tutto, anche se restiamo a casa #RESTIAMOLIBERI.

Vi invitiamo a condividerla sui social, a stamparla, a colorarla e ad esporla dai vostri balconi o finestre sabato prossimo.

Sezione di Caselle

Video che la sezione di Caselle Mappano ha realizzato per il xxv aprile. Visibile al seguente link della pagina Fecebook:

https://www.facebook.com/ANPI-Caselle-sezione-Santina-Gregoris-367100883733850/

Sezione di Chiomonte

In occasione di questo 25 aprile, che non ci permette di incontrarci nelle piazze, abbiamo pensato di ritrovarci in una piazza virtuale ricordando le storie dei nostri partigiani con una serie di video, realizzati dalla nostra sezione in collaborazione con l’Associazione ArTeMuDa.

Sezione di Chiusa San Michele

C

Commemorazione al monumento, presenti: sindaco, gonfalone, pres ANPI con bandiera e un componente della banda musicale.

Sezione di  Chivasso

Articolo e video

25 Aprile: il ricordo del sindaco di Chivasso Claudio Castello e di Vinicio Milani, presidente Anpi

https://www.torinoggi.it/2020/04/25/mobile/leggi-notizia/argomenti/chivasso/articolo/25-aprile-il-ricordo-del-sindaco-di-chivasso-claudio-castello-e-di-vinicio-milani-presidente-anpi.html

Newsletter Aprile

Sezione Condove-Caprie

Lunedì 20 aprile, 75° anniversario dell’eccidio di Vaccherezza, l’omaggio ai partigiani caduti è stato deposto da Jacopo Suppo, sindaco di Condove, e da Walter Borla in rappresentanza della sezione Anpi “Mario Jannon”.
Le iniziative della sezione, sono pubblicate sul blog e il drive dell’Anpi ai seguenti indirizzi :
Sul blog due filmati: nel primo i partigiani, che la vissero in prima persona, ricostruiscono la dinamica della rappresaglia di Vaccherezza; nel secondo, Alberto Castagno ha raccolto, in un bel montaggio, immagini della Resistenza  in Valle di Susa.
Sul drive un audiomessaggio di Fasulin, interviste ad altri protagonisti di Vaccherezza ed il trailer dei “Paesaggi della Memoria”.

Sezione di Cumiana

Le iniziative che la sezione di Cumiana ha intrapreso sono iniziate il15 aprile con la pubblicazione sulla pagina Facebook di documenti storici relativi alla Resistenza locale. Iink di accesso alla pagina: https://www.facebook.com/ANPI-Cumiana-1605940029720471/

La pubblicazione andrà avanti fino al 25 aprile, quando sarà caricata la prima delibera del Cln cumianese dopo la liberazione. Inoltre, in collaborazione con il Comune di Cumiana, si sta valutando come pubblicare un comunicato congiunto in sostituzione della consueta celebrazione che, per l’emergenza sanitaria, quest’anno non si terrà.

Sezione di Cuorgnè

La sezione ANPI di Cuorgnè, comunica che attraverso la propria pagina Facebook ha creato un’iniziativa virtuale, nella quale chiunque può contribuire postando pensieri sul 25 aprile. È stato oggi pubblicato il video relativo alla storia del partigiano Rabain, dal film “avevamo già 22 anni”. Le scuole locali stanno contribuendo inviando letture audio di poesie e scritti inerenti, che verranno pubblicati in serata.

Sezione di Druento

Vista l’impossibilità di fare le consuete manifestazioni e quest’anno anche qualcosa di più per il 75°, che avevamo già pensato, a Druento, in accordo con l’Amministrazione comunale, abbiamo creato il manifesto per il 25 Aprile ( che sarà affisso per il paese e che vi allego), per avvisare la cittadinanza, che potrà seguire in streaming sul sito del Comune, la commemorazione che sarà celebrata in presenza del Sindaco, del Presidente del Consiglio comunale e del Parroco, rigorosamente a porte chiuse, presso il cimitero.
In settimana la nostra Protezione Civile deporrà 2 corone e relativi mazzi di garofani presso il nostro monumento dei Partigiani e presso il monumento dei Caduti civili di tutte le guerre.
Ornerà inoltre con mazzi di garofani le lapidi,presso i luoghi, dove furono uccisi diversi Partigiani sul suolo druentino.
Come ANPI abbiamo realizzato un videoappello del Presidente, che sarà trasmesso con quello realizzato al cimitero. Vi inoltreremo in seguito i video.
La nostra sezione inoltre ha partecipato alla colletta destinata alla locale C.R.I. per l’acquisto di una nuova ambulanza e, in questo duro momento, in cui ancora di più, occorre preoccuparsi dei più bisognosi, abbiamo contribuito alla spesa solidale, indetta dalle associazioni incaricate, che sarà distribuita dalla nostra Protezione Civile a coloro che ne hanno più bisogno..
Il Presidente ha inviato un messaggio a tutti i soci, mettendoli al corrente di queste iniziative e invitandoli a celebrare il 75° della Liberazione esponendo il tricolore e intonando dai propri balconi alle ore 15 di sabato 25 Aprile “Bella Ciao” W la Resistenza!  W la Democrazia!  W l’ Italia !
il Direttivo A.N.P.I. Druento

Sezione di Grugliasco

h 10.00 CORTEO VIRTUALE
A casa disegna, scrivi, suona, canta, recita, leggi, fai qualcosa per ricordare la Resistenza ed esprimere il senso che per te ha il 25 Aprile: documenta con foto e brevi video e condividila con #AprileLibertà in un “corteo virtuale” creativo
http://anpigrugliasco.it/2020/04/01/aprileliberta/

h 14.00 DIRETTA FACEBOOK ANPI
Discorso in diretta del Presidente dell’A.N.P.I. per il 75° anniversario della Liberazione dalla Pagina facebook ANPI “68 Martiri” Grugliasco

h 15.00 BELLA CIAO IN OGNI CASA
Appuntamento lanciato dall’ANPI Nazionale, cantiamo tutte e tutti insieme Bella Ciao e le canzoni partigiane dal balcone o dal cortile: documenta con foto e brevi video e condividila con #bellaciaoinognicasa

#AprileLibertà – Rassegna di canzoni partigiane e messaggi.

Sul sito ANPI Grugliasco sono attualmente disponibili i seguenti video:

1. Odio gli indifferenti
2. La Peste
3. Sei minuti all’alba: in memoria dei Partigiani Caduti per la Libertà
4. Video-appello ANPI per 25 Aprile 2020: restiamo a casa, restiamo antifascisti

Due video nominati “Per me il 25 Aprile è …”

In memoria di Vittorio “Vik” Arrigoni, partigiano del mondo (2013) – “Ballata Per Vik” brano scritto dai Luf e da Egidia Beretta Mamma di Vik coautrice del testo.

Sei minuti all’alba: in memoria dei Partigiani Caduti per la Libertà

“Alle barricate” dei Gang (2015)

Parma, agosto 1922: di fronte all’aumento della violenza squadrista esercitata dalle camicie nere in tutta Italia con omicidi, stragi e saccheggi, l’antifascista Guido Picelli organizza in città un vasto fronte popolare e antifascista di cui sono parte attiva socialisti, comunisti, anarchici, popolari, repubblicani, liberali e i combattenti degli Arditi del Popolo. Circa 10.000 fascisti, guidati dal gerarca Italo Balbo, puntano sulla città per distruggere le case del popolo, le sedi delle organizzazioni sindacali, delle cooperative, dei circoli e di tutti coloro che si oppongono al fascismo. Ma trovano la popolazione pronta ad agire. Per diversi giorni e diverse notti, Parma non si piega ai tentativi fascisti di entrare in città: si ergono barricate, si corre sui tetti, si lanciano oggetti dalle finestre, si contrappone una tenace e inflessibile resistenza antifascista, popolare, unitaria. Alla fine i fascisti sono costretti a ripiegare e abbandonare il campo: a Parma non si passa!

“I Partigiani Santi e Salvatore” della Casa del Vento (2005) – Sessant’anni di resistenza

Sezione di Ivrea

L’A.N.P.I. di Ivrea e Basso Canavese ha chiesto ai Sindaci dei 49 Comuni di sua competenza, ai Cittadini, agli iscritti alla sua mailing-list e alla sua pagina Facebook di inviare dei contributi (scritti, immagini, sonori, video…) che vengono pubblicati con cadenza di almeno 1 – 2 al giorno fino al 25 Aprile, sotto il titolo “PER UN 25 APRILE ALTERNATIVO!!!” seguito dal logo dell’Anpi.

Hanno aderito sinora Sindaci, musicisti, cittadini… Il tutto viene pubblicato sulla mailing-list e su fb.

COMUNICATO ANPI Ivrea Basso Canavese

L’Anpi di Ivrea e Basso Canavese ribadisce e sottolinea che in occasione del 25 Aprile NON CI SARANNO cerimonie né assembramenti né piccoli gruppi che magari anche solo in modo amicale o familiare si recheranno ai Monumenti ai Caduti. Tre sono le considerazioni da fare:

1.      I Decreti attualmente in vigore non lo prevedono (e questa è la legge)

2.      Anche un solo infetto può contagiare altri, con prevedibili risultati (e questa è la ratio)

3.      Come antifascisti, come tesserati e rappresentanti Anpi dobbiamo avere un atteggiamento responsabile ed essere di esempio (e questa è il modello pedagogico da osservare, senza superbia ma con fermezza)

Questo è il motivo per cui abbiamo scelto in alternativa di raccogliere e pubblicare quotidianamente i contributi che ci giungono sul tema del “25 Aprile” festeggiandolo in modo diverso ma altrettanto partecipato.

Lasciamo deserte le piazze e Lace. I Caduti ed i valori della Resistenza e della Costituzione devono essere prima di tutto dentro di noi.

… e lasciamo da parte, almeno in questi giorni di sofferenza mondiale, i piccoli giochi di posizionamento volti a preparare governi diversi per il dopo-epidemia. La tenuta della democrazia ha basi solide nella Costituzione e nella buona volontà di creare le condizioni per un futuro diverso e migliore, che abbia al centro il lavoro, la salute, l’ambiente, e con essi i valori fondamentali di giustizia, libertà, democrazia, pace, solidarietà. L’Anpi ci sarà, con la sua autonomia e senza altri preconcetti che l’antifascismo.

Mario Beiletti

BANCHETTE il nostro abbraccio e il nostro canto”Bella Ciao”

Per Anpi di Ivrea

Un contributo per la Festa della Liberazione 2020

(quel che si sarebbe potuto dire a Lace – e non solo – se…)

Sono Mario Beiletti, Presidente dell’Anpi di Ivrea e del Basso Canavese.

Di fronte alla tragedia in atto dobbiamo unirci tutti per il diritto universale alla vita.

La destra sovranista ha una precisa regia: preparare il terreno per il dopo, aspirando alla dittatura.

In questo momento, invece, ogni Associazione, Movimento, Partito dovrebbero parlare con una sola voce, essere espressione ferma, precisa, intransigente, unitaria, volta al benessere comune.

Considero indegno che nelle più sacre Aule della rappresentanza democratica si consumino vendette trasversali, vengano riesumati “pro domo loro” vecchi errori e nuove colpe, rallentando ogni tentativo di uscire dalla crisi.

Così come indegna e colpevole è la burocrazia invisibile ed invadente che ha un solo obiettivo: perpetuare sé stessa non assumendosi mai il benché minimo rischio.

In tanti anni la Scuola è stata depauperata, cancellata la Storia come materia, relegata l’Educazione civica a cenerentola. 

Il nostro passato è stato nascosto negli “armadi della vergogna”.

La Costituzione nata dalla Resistenza resta in parte inattuata.

La nostra Sanità è stata erosa negli anni a favore del privato. Migliaia di medici, infermieri, tecnici, posti letto, macchinari, ospedali cancellati, e di cui ora si avrebbe disperatamente bisogno. Piani di emergenza internazionali e nazionali mai completati, lasciati per pigrizia, incapacità, se non volontà politica, a prender polvere. Così si muore, per colpa di chi ha rimandato sine die il proprio dovere.

Il ritorno alla normalità” va preparato con cura, altrimenti torneranno a crescere e svilupparsi nuovi contagi, e l’onda di ritorno della pandemia s’abbatterà nuovamente su di noi.

Gli scenari e gli argomenti che dovrebbero essere ben presenti in noi sono quelli di sempre, ma con un’attenzione centuplicata.

Sono il problema gravissimo del lavoro

L’ambiente vilipeso e distrutto

La finanza, che estende i suoi tentacoli sull’intera nostra esistenza.

L’Europa, dove purtroppo prevalgono il libero mercato, la competizione ed il liberismo più ottuso.

Il libero mercato spesso va chiamato col suo vero nome: speculazione. L’articolo 41della Costituzione afferma che l’attività economica privata è libera, ma “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”. Che ne è di questa enunciazione?

Un pensiero va a chi oggi è dimenticato nelle carceri, in condizioni indegne di un Paese che ci rammenta, sempre nella Costituzione, articolo 27, che “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato…”.

Per i dannati della terra, i migranti chiusi fra la Turchia e la Grecia, vittime della guerra, ostaggi degli egoismi internazionali, non vi è speranza. Lo stesso per chi è prigioniero nei lager libici o dell’indifferenza dei tanti campi profughi palestinesi, asiatici, o cacciato nelle foreste amazzoniche…

Provo invece sincero rispetto, e riconoscenza, per i tanti che si prodigano per il bene di noi tutti, dai medici agli infermieri, agli operatori e volontari. Un paese non dovrebbe aver bisogno di eroi, ammoniva Brecht, ma vi sono circostanze in cui, per colpevole insipienza dei governanti, essi si rendono necessari, e li dobbiamo ringraziare e celebrare, essi sì, nuovi Partigiani e martiri.

Grazie anche al corpo resistente della Scuola, che si è adeguata a nuove soluzioni per mantenere il rapporto con gli alunni

Che sarà del dopo coronavirus? O questo Governo saprà trovare la forza e le idee per andare oltre il traballante esistente, oppure non potremo nemmeno immaginare quale ne sarà il destino. Europa compresa.

L’esempio dell’Ungheria è lo scenario che potrebbe proiettarsi anche in Italia, dove già le destre scalpitano.

Rischiamo di perdere le libertà che la nostra indifferenza di decenni ha lasciato erodere.

Non può essere soltanto l’Anpi a ricordare il passato (che molto ha da insegnarci) e difendere le conquiste democratiche

Occorre, lo abbiamo ripetuto più volte, che ciascuno di noi, ogni Associazione, Movimento, Partito, si unisca in un patto che abbia al centro pochi ma essenziali punti programmatici.

Questi argomenti vanno affrontati subito, senza preclusioni ideologiche, e con uno spirito molto concreto.

Resistere al male significa progettare un futuro migliore.

Così fecero i nostri Partigiani, così fanno i medici, gli operatori, i volontari…

Questa è la nuova Resistenza all’inciviltà, al coronavirus, per i diritti costituzionali e civili, la cultura, i valori della Resistenza e della vita

Buon 25 Aprile !

Un augurio che vorrei estendere a tutti, ripreso dal ricordo dell’indimenticabile “Terribile”, il nostro Presidente Partigiano, quando salutava alzando con spirito indomito il bicchiere dicendo “Che non sia mai l’ultimo”. Un ottimismo che mi è difficile provare, ma che recupero dai nostri Partigiani e vi regalo. Ché, anzi, ci spinga a rinserrarci, nel nome dell’antifascismo e della Costituzione.

Viva la Resistenza, viva la Costituzione, viva il 25 Aprile Festa della Liberazione!

Mario Beiletti

 

PER UN 25 APRILE ALTERNATIVO !!!

Il compagno Bruno Barettini di Cuorgné ci regala tre sue opere per la festa di Liberazione ed una sua riflessione. Si tratta di sue incisioni all’ acqua forte su rame, dedicate alla Resistenza e al 25 Aprile.

25 Aprile 2020

Il 25 Aprile 2020 può e deve essere un momento di riflessione.

Stiamo vivendo un periodo drammatico della nostra storia  con questo virus che  ha provocato migliaia di morti nel mondo e con i cittadini Italiani che ,disperati perché non trovano le mascherine per i guanti , non sanno come sarà il loro futuro per quel che riguarda il lavoro e più in generale tutta la politica economica.

I politici danno informazioni contraddittorie ,e sono legati da un Europa che non da una sicurezza ed è litigiosa proprio sul tema dell’ economia .

La supremazia dei popoli ha già portato in altri tempi alla guerra e allo sfacelo delle nazioni ,spero non si ritorni a questo.

Il popolo Italiano sicuramente reagirà a questo, anzi ha già reagito mettendo in atto quel patriottismo che forse si era un po’ perso.

Spero che il 25 aprile sia ancora giorno di festa nazionale per affermare i valori della Resistenza da cui è nata la Costituzione Italiana e che i politici italiani si ricordino bene il primo articolo.

Con queste brevi parole mi sento di dire viva il 25 Aprile e il mio motto è “ Piuttosto la morte ma mai la resa”

Compagno sempre Bruno Barettini

 

Bruno Barettini ci invia un ritratto del Partigiano Ettore Giacoletto, detto “Rabain”, eseguito dal pittore Carlo Rè. A seguire alcune opere dell’Artista Mimmo Tomaso Craviotto. Li ringraziamo molto entrambi.

Carlo Rè, ritratto del Partigiano Ettore Giacoletto, detto “Rabain”

Titoli: 25 Aprile – JESUS IL PARTIGIANO, SUL PONTE DI PERATI E BOSNIA PALINGENESI D’EUROPA.

Rachele ha creato delle collane ispirandosi ai colori dell’Italia e dell’Anpi. La ringraziamo di cuore per tutto quanto fa per la nostra Sezione. Non sembri “interesse privato in atto pubblico”, ma va proprio dichiarata insostituibile!

Riceviamo dall’amico Marco Origlia, vicepresidente Anpi, un contributo prezioso, commovente, da ricordare sempre. Un “piccolo regalo trovato sulla Rete per il 25 Aprile: il link straordinario al discorso integrale di Piero Calamandrei.”

Anpi Ivrea e Basso Canavese condivide con l’Anpi nazionale un momento commovente e profondo. Don Gallo canta con i suoi fedeli “Bella ciao”. Quanto ci manca quell’uomo! In questo giorno di Pasqua, assieme alle parole e alla figura sofferente e solitaria di papa Francesco, vogliamo unire quella di un prete di strada che resterà per sempre nel nostro cuore.
La Pasqua festeggia la “Resurrezione”. Appunto: “… E noi Partigiani siam sempre risorti…” cantava Antonicelli in “Festa d’Aprile. Non sembri blasfemo l’accostamento, perché dove c’è parola d’amore e di giustizia, sempre alla morte segue una nuova vita.

Un messaggio di speranza – Musicisti suonano “Bella ciao” restando a casa – Grazie a Rita Munari per il contributo e la segnalazione

“BUM live: Soft Morning Duo – “Nietzsche’s Lullaby”

Un contributo di ArtemiXia Cor “Riding This Wave”

Un contributo del professor Davide Bombino per un 25 Aprile alternativo – Una toccante e profonda riflessione: “Anche oggi è il 25 Aprile”

In questi giorni in cui il silenzio ci avvolge abbiamo due possibilità, ascoltarne il sibilo e abbandonarci ad esso oppure raccoglierne l’invito alla riflessione. Ora, in questa notte insonne e segnata da troppi affanni, mi é impossibile abbandonarmi, per cui non non mi resta che fermarmi a pensare fissando l’angolo buio della mia stanza. E’ lì che si sono affastellati i ricordi della giornata ormai trascorsa, alcuni sbiaditi, altri ancor vividi e luccicanti; tutti resistono. Già! Resistono…. ma che cosa significa resistere?  Questa parola é come un filo rosso che attraversa la memoria riannodando luoghi, volti, emozioni, corpi.

Ha accompagnato i passi lenti di mio nonno Antonio nel suo ritorno dalle steppe russe innevate.

Ha occupato i pensieri di mio nonno Angelo in fuga dalla guerra di Grecia e di Libia.

L’ho vista sul volto del mio compaesano Pietro che in classe, alle elementari, ci mostrava quel suo numero impresso sul braccio, crudele lascito del campo di sterminio.

E poi ancora, posarsi sui corpi impiccati dai nazisti sulla piazza della chiesa che mio padre vide da bambino.

Ora, quella parola si era adagiata lì, in quell’angolo buio, quasi fosse esausta di aver viaggiato così a lungo, e cercasse una meritata tregua che la ristorasse, per poi riprendere il cammino.

Ed io qui, imbarazzato, a chiedermi se quella parola avesse ancora voglia di rialzarsi, prendermi per mano e consigliarmi su come insegnare ai miei giovani studenti a riconoscerla. Perché é questo ciò di cui avrei bisogno, di ritrovare sulla pelle e nel mio animo, la stessa capacità di resistere dei miei nonni, di Pietro, di quei partigiani uccisi.

Vi chiederete il perché proprio questa notte mi sovvengono questi pensieri, alle soglie di un nuovo 25 aprile, giorno della Liberazione.

Allora vi domando: ci può essere vera liberazione senza resistenza?

Sappiate che me lo sono chiesto spesso, soprattutto quando mi capita di osservare, per un momento, quegli studenti che ho davanti agli occhi ogni mattina:

potranno percepire l’ebbrezza che solo la libertà può dare, senza sapere nulla di tutti coloro che hanno lottato per essa?

Ogni generazione ha il suo modo di fare esperienza della libertà e, francamente, non so nemmeno immaginare quale sarà il modo che sceglieranno, ma di certo la vita   presenterà loro dei momenti in cui dover resistere.

Momenti come questa quarantena, che priva, i nostri nonni della sepoltura e le persone di un caldo abbraccio.

Angoli bui, come questa notte, in cui il suono delle ambulanze popola il silenzio delle strade e delle piazze, come queste nostre case in cui si mescolano lo smarrimento dei bambini e le incertezze degli adulti.

Stanze, come questa, in cui si incontrano il respiro soffocato dei malati e la tenace, coraggiosa fatica di chi cura.

Ecco! Mentre continuo a fissare quell’angolo, vedo quella parola rianimarsi, scuotersi, riprendere forza tra quei ricordi ancora capaci di brillare di luce propria.

Sì, anche ora é il 25 aprile!

Perché quando un giovane infermiere o medico oppone al Male la sua professionalità nel lavoro, quando un volontario si mette a rischio per assistere un anziano o un disabile, quando un negoziante in crisi ti accoglie con un sorriso, quando molti di noi rinunciano ad un pò di loro stessi per il benessere degli altri, quella parola “Resistenza” torna ad essere sinonimo di Liberazione, come lo é stato per nonno Antonio, per nonno Angelo, per Pietro, per quei corpi di partigiani e come……lo sarà per i miei studenti, a modo loro. Solo così quel filo rosso guiderà la nostra vita.

Davide Bombino

 

Un contributo del professor Di Giorgi all’amico partigiano Riccardo Ravera Chion e alla sua “Cilia”, adorata compagna di una vita

Cari Riccardo e Cecilia
ci piace ricordarvi sempre così, come in questa foto, scattata nell’estate di una decina di anni fa nell’ampio giardino antistante alla vostra bella e accogliente casa di Chiaverano. Ogni volta ci riempie di orgoglio gioioso il poter rievocare assieme ad altri la vostra amabile e sorridente accoglienza fatta di premure e di affetto, di calore e di braccia aperte. La vostra festosa ospitalità restava sempre imperturbabile e soprattutto convinta della propria vittoria, nonostante che i tempi cercassero di rimetterla in discussione. Da voi e con voi ci si sentiva subito come a casa propria, tra persone care, specie dinanzi a un bicchiere di ottimo vino canavesano. Ci si sentiva più giovani e più ardimentosi, perché ci trasmettevate l’essenza dello spirito giovanile e rivoluzionario che muoveva il corpo e la mente dei partigiani. Ecco perché ci facevamo latori e mediatori, vi mettevamo a confronto con i giovani di oggi: per vedere se, malgrado il mutar dei tempi, quello spirito ribelle e rivoltoso fosse in qualche modo ancora presente in essi. I vostri racconti, così densi di avvenimenti decisivi, così pieni di vita, di dolore e di gioia estremi, ci stupivano perché ci facevano intravedere scenari che noi, dal nostro quieto e fosco presente, non avremmo mai neppure immaginato. Eppure – ecco quanto più ci preme dire –, per quanto fossero così intrisi di sangue, di fango e di verità storiche, di verità che tutti noi abbiamo abbracciato e fatte nostre assieme alla Costituzione, questi vostri racconti ci commuovevano per la passione che trasudava dalle loro parole e per l’espressività vitale che le accompagnava. Raccontavano di momenti decisivi della vostra vita che sono stati momenti fondativi di tutta la nostra vita associata. Eppure lo stupefacente per noi consisteva nel fatto che azioni così nobili, importanti e pericolose fossero state compiute da persone assolutamente semplici come voi. Ecco, più che la durezza delle difficoltà che avevate vissuto, sempre a bivaccare, in quel periodo, nel bivio tra la vita e la morte, era proprio questa vostra semplicità che destava in noi profonda meraviglia: una semplicità che per noi assurgeva subito a dignità, perché con il contributo di persone così, semplici e vere, uomini e donne dal cuore puro, e quindi naturalmente antifascisti, l’Italia era stata rifondata, era diventata una repubblica democratica. Più che a debellare definitivamente il nazifascismo, cioè il virus della mente, con la vostra tenacia siete certamente riusciti quanto meno a resistere e a metterlo in quarantena. Ed è sicuramente un futuro di quarantena che per noi già oggi si profila a causa dell’attuale conflitto contro il virus del corpo, il Covid-19. Virus, da vis, azione violenza, e vir, uomo (maschio).

(Franco Di Giorgi)

 Ospitiamo le riflessioni degli amici Sergio Dalmasso e Alessandro Casiccia. Grazie di cuore ad entrambi. Questa è la rete di collaborazioni che permette all’Anpi di essere un presidio democratico…

Il settantacinquesimo anniversario non deve essere affrontato retoricamente, ma con la consapevolezza della posta in gioco e della necessità di cercare insieme nuovi paradigmi…

Un contributo dello Storico del Movimento Operaio

Sergio Dalmasso

Sono iscritto all’ANPI da quando l’adesione è aperta a figli di ex partigiani.

Nella crisi totale, se non assenza, della sinistra politica, sociale e culturale, l’ANPI resta una struttura unitaria, garanzia democratica, strumento di lavoro, di discussione.

Questi anni saranno ricordati, sui futuri libri di storia, non solamente come quelli della progressiva distruzione/catastrofe ambientale, ma come quelli in cui grandi masse popolari, anziché avere un riferimento in una ipotesi di cambiamento sociale (la rivoluzione sovietica, la lotta antifascista, il riscatto del terzo mondo, la protesta giovanile ed operaia…) sono stati consegnati ad una destra reazionaria, parafascista, fondamentalista, sovranista, populista(in senso deteriore).

Il 25 aprile e la valenza internazionalista del primo maggio debbono servirci a ripensare alcuni fondamentali: – il significato dei beni comuni – il primato del collettivo sul privato – uno sguardo non limitato al “particulare” nazionale, ma capace di abbracciare il mondo – il rilancio di un pensiero laico e critico.

Anche l’attuale emergenza mette in luce: – i rischi causati dalla progressiva distruzione dell’ambiente – i danni prodotti dalle progressive logiche privatistiche – i rischi di una chiusura democratica,dell’aumento del controllo sociale (una sorta di “grande fratello” planetario con crescita di poteri personali e autocratici) – il tentativo di far ricadere la crisi ambientale e sociale sulla parte più povera del mondo e sulle classi subalterne (il parallelo con gli anni trenta non è forzato).

Il settantacinquesimo anniversario non deve, quindi, essere affrontato retoricamente, ma con la consapevolezza della posta in gioco e della necessità di cercare insieme nuovi paradigmi

Sergio Dalmasso, Genova 9 aprile 2020

Le piazze deserte, le in-certezze, l’Europa

Un contributo del Sociologo

Alessandro Casiccia

Le grandi piazze oggi deserte per l’incubo del virus, quel giorno del 1945 si riempivano di grandi masse.

E questo è solo il lato più visibile di una differenza che ha volti diversi. Lo sciopero generale a Milano, che era, insieme ad altre città, il cuore di tante vite e di tante lotte, preannunciava e promuoveva il concludersi del conflitto più tragico che la storia umana conoscesse. Le truppe alleate stavano per entrare in una città già liberata grazie all’insurrezione organizzata dal Comitato di Liberazione Nazionale.

Cedeva l’occupazione  tedesca, finivano le persecuzioni razziali e quelle politiche, cadevano le ultime roccaforti di catastrofiche tirannie. Era la certezza ciò che contrassegnava quella svolta storica, nel concludersi di una tragedia tanto immane.

Oggi questo rapporto si è capovolto. Oggi, proprio nella vita stessa di quella grande città, tanto culturalmente ed economicamente produttiva, un male invisibile si è infiltrato.

Un male subdolo, che penetra nella dimensione biologica degli esseri umani e sottrae vite, ma che insieme insinua instabilità. E che è sembrato quasi voler minacciare molte delle certezze che erano apparse irreversibili.

Certezze come quelle della separazione dei poteri, o della democrazia rappresentativa. Certezze come quelle dei diritti sindacali, della sanità pubblica, della sicurezza nel lavoro e dello Stato sociale.

Ma anche come quelle di un’Europa unita, fraterna e solidale, ancora memore delle tragedie e delle miserie del secolo scorso.

Alessandro Casiccia, Rueglio, Aprile 2020

Ringraziamo lo storico Angelo D’Orsi per il suo contributo incisivo e forte, che ci ricorda il valore della lotta di Liberazione ed il suo prezioso lascito: la Costituzione. Da difendere.

Dobbiamo ribadire il valore della lotta partigiana…

Un contributo dello Storico

Angelo D’Orsi

Un altro XXV Aprile, in arrivo

E giunge in un momento tragico non soltanto per il Paese ma per il mondo, in lotta con una pandemia a cui per ora non si trova rimedio se non nella chiusura di città, regioni, intere nazioni. Un rimedio che alla lunga può essere altrettanto se non più rischioso del danno. E in questa situazione una ricorrenza così importante rischia a sua volta di essere sottaciuta, se non negata addirittura, come qualcuno auspica.

Ebbene, anche a distanza, anche senza manifestare camminando o ascoltando comizi in piazza, dobbiamo testimoniare, nel settantacinquesimo anniversario della Liberazione d’Italia dal nazismo e dal fascismo; testimoniare che l’antifascismo è vivo e necessario, perché il fascismo, in varie forme, è ancora in mezzo a noi. E dobbiamo ribadire il valore della lotta partigiana, della Resistenza antifascista, nel ’43-45. Dobbiamo ricordare che quella lotta, politica ideologica e militare, ha avuto una importanza fondamentale, nella sconfitta dei tedeschi occupanti e dei repubblichini collaborazionisti. Contro le discutibili e ideologiche interpretazioni storiografiche che mirano a svilire tale ruolo, e il suo significato specificamente militare.

Ma dobbiamo altresì ricordare il valore ideale, morale, della Resistenza. L’insegnamento di quegli uomini e quelle donne, che si sono battuti eroicamente, mettendo a rischio tutto, tutto sacrificando, compresa la vita, è un lascito che ha costituito il lievito fecondo della Repubblica, che, ribadiamolo, da quella lotta, da quel sacrificio, da quell’impegno di popolo, è nata.

E la gemma più preziosa di quel lascito è stata la Costituzione, che regolarmente, ad ogni stagione politica, qualcuno cerca di offendere, di danneggiare, di violentare. Ora la legge che pretende di ridurre il numero dei parlamentari con risibili argomentazioni di risparmio finanziario, è soltanto l’ultimo colpo inferto alla Carta Costituzionale, che va difesa, quando si giungerà al referendum per confermare, o, si spera, smentire quella sciagurata legge approvata alla chetichella da un parlamento distratto, e confuso. Il NO alla legge per la riduzione dei parlamentari sarà un sì alla tutela di quella eredità preziosa che i partigiani e poi i Padri costituenti ci hanno affidato. Perché ne facessimo il fondamento di uno Stato nuovo, giusto, democratico. E ridurre il numero dei rappresentanti del popolo significa non soltanto colpire la Costituzione, ma la democrazia stessa.

Perciò questo 25 aprile 2020, sia pure nelle forme che la situazione sanitaria consentirà, va ribadito che la Costituzione, e la Resistenza di cui è figlia legittima, si difendono facendo campagna contro quella legge, strumento subdolo di vanificazione della democrazia.

Angelo d’Orsi, Aprile 2020

Grazie anche all’amico Luciano Guala che ci segnala una riflessione di Revelli. Pubblichiamo anch’essa qui di seguito.

Gli effetti della crisi nella nuova mappa del lavoro

Marco Revelli

Pandemia. Sono bastati pochi giorni di confinamento per tornare a separare, come il grano dal loglio, essenziale e superfluo: la composizione sociale messa al lavoro sul necessario e quella posizionata sull’inutile, con la seconda confinata a casa e la prima sottoposta a una mobilitazione totale simile a quella bellica: mandata al lavoro coatto come al fronte, senza protezioni e tutele nel peggior stile dell’”armiamoci e partite”

Senza pudore, le Confindustrie del Nord continuano a ripetere lo stesso mortifero ritornello: riaprire, riaprire, riaprire. Come se il mezzo migliaio di morti che ogni giorno dobbiamo contare fosse un dettaglio trascurabile. E i 4.000 nuovi contagi che quotidianamente la protezione civile aggiunge ai propri grafici fossero minuzie di cui praetor non curat. Imperterriti, come d’altra parte hanno sempre fatto.

I nostri imprenditori continuano ad anteporre la borsa alla vita (dei propri dipendenti, in primis, e di ogni altro che sia d’impaccio nel conto profitti e perdite). Pretendendo che – vogliamo dirlo? – i disastri del bergamasco e del bresciano, da loro voluti, non insegnino nulla.

Eppure il messaggio del virus è chiarissimo. Col linguaggio feroce che la natura sa usare quando vuol farsi sentire, ci dice che l’ordine del discorso va cambiato. Che è già cambiato. Le mappe su cui orientiamo i nostri percorsi sociali, a saperle leggere così come la pandemia le ha ridisegnate, già ci disvelano paesaggi fino a ieri invisibili – seppur presenti -, gerarchie di valori rovesciate.

A cominciare dalla mappa del lavoro. Sono bastati pochi giorni di confinamento per tornare a separare, come il grano dal loglio, essenziale e superfluo: la composizione sociale messa al lavoro sul necessario, e quella posizionata sull’inutile, con la seconda confinata a casa, e la prima sottoposta a una mobilitazione totale simile a quella bellica: mandata al lavoro coatto come al fronte, senza protezioni e tutele nel peggior stile dell’”armiamoci e partite”.

Il francese Denis Maillard usa una coppia di grande efficacia per esprimere questa “rivelazione” della nuova frattura di classe: l’antitesi – e lo scambio di posto nella piramide dei ruoli – tra back office e front office. Tra chi “si trattiene nell’invisibilità del lavoro coatto al servizio degli altri” e chi sta “nella luce del lavoro visibile e riconosciuto socialmente”.

I secondi, quelli del front office, manager e professioni intellettuali, pubblicitari e intrattenitori mediatici, trionfanti fino a ieri come campioni del tout marché e dell’economia del loisir, ora “ritirati nei loro appartamenti”. Gli altri – non solo gli addetti ai “lavori di cura” ma tutti quelli che operano fisicamente, cioè “con le mani”, sulle filiere “della vita” – trascinati in prima linea dal rovesciamento imposto dal virus: back office “au front”, scrive con un gioco di parole.

Maillard – oggi contagiato anch’egli – è una bella figura di medico filosofo, autore di un libro forte su La colére francaise, in cui aveva offerto un’analitica descrizione di questa emergente costellazione del lavoro “di base” (già emerso con i gilet jaunes), fatto di “addetti alle consegne delle merci nelle grandi città alle 5 del mattino, magazzinieri che mettono sugli scaffali migliaia di prodotti, operai edili e addetti alla ristorazione”, padroncini e imprenditori di se stessi, artigiani, gestori di macelli e commessi di negozi, badanti e infermiere, paramedici e autisti d’ambulanza, pensionati talvolta, o disoccupati e interinali

Ad essi possiamo aggiungere ora tutti gli operai delle industrie che si “autocertificano” come parti delle filiere lunghe e fitte giudicate indispensabili per la popolazione, quei milioni di donne e uomini che gli imprenditori pretendono di mettere al lavoro come post-moderni servi della gleba.

Anch’essi fino a ieri invisibili, e ora rivelati nella loro strategica centralità, nel momento in cui lo tzunami dell’epidemia ha spazzato via come cascame la barocca infrastruttura del superfluo.

 

Pubblichiamo qui, in ordine rigorosamente alfabetico, quanto i Sindaci ci hanno inviato aderendo all’idea di un 25 Aprile 2020 virtuale, ma non per questo meno sentito e partecipato. Ci permettiamo una considerazione che ci riempie di gioia: nel nostro bel Canavese, terra di Resistenza, quel periodo storico ed i valori che ne nacquero, come la Costituzione, sono sempre vivi.

COMUNE DI ALBIANO

Un contributo della Sindaca di Albiano d’Ivrea Rosanna Tezzon – Riflessioni su “Liberazione e Libertà”

Lo sappiamo, ce lo siamo sempre ripetuto:

la lotta di Liberazione ha impedito che il nostro Paese rimanesse nel baratro della dittatura, ma chi ha vissuto o condiviso gli ideali di quegli anni si è reso conto da subito:

o    che la vittoria, aprendo le sue ali su un mondo in cui ognuno poteva esprimere il suo pensiero e discuterlo con chiunque, aveva bisogno di attenzioni e di cure;

o    che le armi da guerra andavano riposte, ma che non dovevano essere riposte le armi di pace.

Quelle modalità che erano riuscite a convincere la maggioranza degli italiani a mettere nelle mani di “un uomo solo” il proprio destino, erano pulsioni e metodi di manipolazione delle coscienze che avrebbero continuato a rimanere vivi sotto la cenere, in attesa che si ripresentassero le condizioni favorevoli per riattizzare la loro fiamma.

Oggi quelle condizioni si stanno concretizzando in tutto il mondo:

la difficoltà di capire un mondo sempre più complesso lascia spazio alle risposte semplificate che hanno il pregio di essere plausibili, attribuendo una parvenza di genialità a chi le esprime.

È di nuovo tra noi chi in nome delle verità assolute – religiose, politiche e morali – tenta di assumere la statura di chi sa come rimettere tutto a posto, usando semplicemente la chiave della menzogna credibile per penetrare nelle menti meno allertate; è di nuovo tra noi chi cerca di mettere alla gogna nemici inventati, per raccogliere e difendere il “popolo” dalla sicura invasione e sopraffazione da parte del diverso di turno.

COMUNE DI BANCHETTE

Un contributo del Sindaco di Banchette – Antonio Mazza

Cari concittadini,

In questo 25 aprile, mentre celebriamo la Liberazione avvenuta 75 anni fa, siamo in attesa di una nuova liberazione che, come allora, richiede da parte di tutti pazienza, sacrificio e dedizione eccezionali.

In un momento di crisi come questo emergono più chiaramente le migliori qualità dei cittadini e della società, che stanno esprimendo un patrimonio illimitato di senso civico, di creatività, di disponibilità. Purtroppo qua e là risorgono gli istinti peggiori, pronti a disgregare la convivenza civile, che con tanta fatica è stata costruita in 75 anni di pace.

Siamo ad un bivio.

Ci auguriamo che la nuova liberazione favorisca una nuova politica, che metta al centro il benessere e la sicurezza della società e che spazzi via i vizi e i limiti della vecchia politica, fatta di polemiche e recriminazioni: purtroppo siamo ancora costretti ad ascoltare sterili invettive, evidentemente fuori tempo e fuori luogo, ma ancora pericolose per la convivenza.

Ci auguriamo che l’emergenza sanitaria aiuti a ristabilire una più saggia scala dei valori, che consideri la salute ed il benessere di ciascuno un patrimonio prioritario e condiviso, e che l’economia diventi un prezioso mezzo per ottenere il benessere di tutti, invece di rimanere un fine a cui sacrificare gli uomini.

Ci auguriamo che la drammaticità degli eventi spinga l’Europa verso una rinascita, basata sulla libertà, sulla solidarietà, su obiettivi condivisi, sull’unità di azione e, in prospettiva, sull’unità politica. Ma la stessa emergenza produce anche la radicalizzazione di istinti nazionalisti, gretti ed egoisti, presenti anche nel nostro Paese, che minano alla base l’idea stessa di unità europea e che devono essere contrastati con una vigile attenzione.

I nostri genitori e i nostri nonni, il 25 aprile di 75 anni fa, si trovarono di fronte a un bivio tra la rinascita e il disastro totale: seppero scegliere e costruire la rinascita.

Cerchiamo di essere almeno come loro.

Coloro che, nei momenti drammatici del ’44 e del ’45, impugnarono le armi nella Lotta di Liberazione, pagarono un enorme tributo sul quale sono fondate oggi la nostra libertà e la nostra convivenza civile. Quella generazione si è assottigliata con l’inesorabile trascorrere del tempo, ma oggi è chiamata dall’epidemia a dare un ulteriore e terribile contributo di vite spezzate.

Abbiamo quindi doppiamente il dovere di non disperdere il patrimonio di libertà e di democrazia che ci hanno trasmesso, rendendo viva la memoria della Liberazione presso i più giovani che hanno la fortuna di non aver vissuto i terribili anni della guerra.

Dobbiamo ricordare ai giovani che la libertà non è un patrimonio disponibile gratuitamente, ma richiede uno sforzo continuo di rinnovamento, può essere persa molto facilmente e, una volta persa, può essere riconquistata solamente con un alto prezzo di sofferenze.

Viva la Resistenza, Viva la Repubblica, Viva l’Italia

COMUNE DI BOLLENGO

Un contributo del Sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca

A 75 anni dalla Liberazione, la pandemia del Covid19 che minaccia le nostre Comunità, ci impone di celebrare la ricorrenza senza manifestazioni esterne.

E’ la prima volta in 75 anni che questo avviene.

E’ un momento epocale, che lascerà conseguenze e cambiamenti nel nostro modo di vivere. Celebrare il 25 Aprile diventa ancora più importante: vuol dire fare memoria, richiamare valori che se saranno sempre più presenti nel nostro modo di essere e vivere la società, ci aiuteranno ad affrontare meglio i cambiamenti.

E se è vero che proprio in questo momento dobbiamo avere la forza di guardare lontano, di immaginare un futuro diverso, allora non c’è cosa migliore, capace di darci forza e speranza, che rifarci all’esempio che tanti uomini e donne hanno saputo lasciare alla nostra capacità di ricordare.

Ricordare oggi non vuol dire solo rendere omaggio al loro sacrificio, al loro impegno, ma soprattutto vuol dire saper trarre lo slancio ed il coraggio per governare il cambiamento che oggi si impone.

Capiremo meglio il valore della persona umana, in tutte le sue espressioni, il valore del dialogo indipendentemente dalle condizioni sociali, culturali e di provenienza, il valore del rispetto dell’ambiente urbano e naturale.

Allora ho risposto con piacere all’invito dell’ANPI di testimoniare l’impegno di Bollengo per il ricordo e per il futuro.

Quest’anno il mio ricordo non può restare generalizzato a quanti sono stati martiri o hanno partecipato alla lotta di Liberazione. Negli ultimi  mesi se ne sono andate due figure canavesane che hanno dato un importante contributo all’antifascismo: Giovanni Novo “Nino” e Riccardo Ravera Chion “Terribile”.

Ho avuto il piacere di conoscerli entrambi da vicino. “Terribile” sempre presente ad ogni manifestazione, disponibile agli incontri con i giovani delle scuole, lui che era stato uno dei più giovani ad aderire alla lotta partigiana. Carattere gioviale, irruente e coraggioso ancora in tarda età, figuriamoci come poteva essere da ragazzo: non a caso il suo nome di battaglia era “Terribile”!

Giovanni Novo, “Nino”, giovane delle Langhe, partecipò alla presa di Alba e alla creazione della Repubblica partigiana, un episodio famoso, narrato anche da Beppe Fenoglio in uno dei suoi racconti. Ho avuto il piacere e la fortuna di conoscerlo bene per la comune militanza nel Partito Socialista, lui sindacalista, io giovane amministratore. Da lui ho tratto un insegnamento costante. I valori che lo avevano spinto alla lotta partigiana erano un riferimento cui non veniva meno e, per noi giovani, scuola di pensiero.

Con loro, lasciatemi ricordare una figura che è stata uno dei miei miti fin da ragazzino: Angelo Ricca, “Stella”. Sono cresciuto sentendone parlare in casa, in paese: in quegli anni di ancor fresca memoria, si poteva sentire parlare di lui sportivo o Partigiano in diverse occasioni. Oggi il suo nome indica la strada principale del paese, ma sono ormai una minoranza a Bollengo quanti sanno chi fu Angelo Ricca.

Non ho fatto a caso riferimento a lui: ci sono altre strade a Bollengo intitolate alle vittime dei fascisti: le vie Giovanni Cossavella, “Ivan”, martire a Biella dopo il rientro dalla campagna di Russia; Pietro Cossavella, Giuseppe Ceresa Rossetto, Giovanni Gaida.

Ci sono altre vittime come Michele Bond o Deodato Haidukowschy “Ucraino”. Ma se chiedessimo ai nostri giovani, ma anche alla popolazione meno giovane, chi sono stati, ben pochi saprebbero rispondere.

Per questo ho voluto fare questi riferimenti, per questo allego a queste righe le foto del monumento a tutti i caduti della Liberazione, quelle della inaugurazione, nel 1978, della lapide in Albareto che ricorda la violenza fascista che uccise quattro di loro, oltre al ritratto di Angelo Ricca.

Una delle azioni che dovremo sempre più insistentemente attivare è proprio quella della conoscenza, per rinnovare la memoria. Per questo Bollengo aderirà, alla prima riunione del Consiglio comunale, alla “Rete dei Comuni per la memoria, contro l’odio ed il razzismo”, per coltivare la memoria e diffonderne i valori, per promuovere e condividere i valori e le regole di cittadinanza.

Vogliamo farlo per parlare ai giovani e non solo a loro. Oggi sempre più frequentemente sentiamo inneggiare a modelli del passato fascista, che sembrano, anche attraverso i social, tornare ad essere modello di riferimento. Diceva un  altro amico come Italo Tibaldi, reduce dai campi di concentramento: “non è la mia storia che conta, ma la testimonianze documentate , vive, perchè la memoria tende a svanire e tutto rischia di confondersi nelle brume di qualche revisionismo”.

Ecco, noi dobbiamo ridare voce alle storie che sentivamo raccontare da giovani da persone che nel mio caso si chiamavano Renzo Appice, Ivo Grange, Walter Cossu, Irene Meotto Marchetto, …..Trombini,  Nina e Maria Cossavella, voci che ci hanno lasciato un insegnamento ed un segno indelebile. Dobbiamo saper riproporre quelle storie ed i valori che le hanno ispirate ai giovani di oggi, per far crescere una coscienza civile per i problemi dell’oggi e del futuro, parlare a loro dell’avvenire e strapparli all’indifferenza.

Sono tanti i problemi dell’oggi: la situazione della convivenza civile, i rapporti dell’occidente con il resto del mondo, la questione palestinese, il dialogo con le popolazioni che la globalizzazione porta sempre più vicino a noi, che vedono il nostro mondo come la terra a cui approdare.

“La miseria degli altri busserà rabbiosa alla nostra porta”, disse Sandro Pertini con visione profetica.

La globalizzazione, la concorrenza sfrenata, la necessità di disegnare il futuro dei giovani ci impongono di scegliere con lucidità e responsabilità che cosa vogliamo veramente per Loro: una società solidale, accogliente, disposta ad essere un po’ meno ricca per amore della giustizia planetaria, oppure una società egoista, sempre più armata, pronta a difendere solo il proprio potere ed i proprii privilegi?

Dobbiamo trovare la tensione morale e la capacità politica di dare risposte, per far crescere la consapevolezza delle scelte da fare, assicurando loro dignità, lavoro, sicurezza, offrendo l’opportunità di contribuire al progresso di tutto il paese, strappandoli alla trappola dello sconforto e dell’indifferenza.

Se sapremo cogliere lo spirito più profondo, più vitale della Resistenza, si potrà riconoscere come essa sia il riferimento cui continuare  a riferirsi contro ogni nostalgia e forma di degenerazione che cerchi di rafforzare nella società nuovi egoismi che rendono più forti i forti ed i deboli più deboli, mettendo in discussione i valori ed i principi della Costituzione.

COMUNE DI ISSIGLIO

Un contributo del Sindaco di Issiglio – Pier Antonio Vigna

Il Sindaco Vigna ci invia alcune immagini del Monumento ai Caduti, al quale Comune e Cittadini prestano particolare attenzione e cura.

COMUNE DI IVREA

Sindaco Sertoli – contributo che ha voluto trasmetterci a nome della Città. Segue l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale Diego Borla.

In giornate in cui i concetti di “resistenza” e “liberazione” hanno assunto il senso della lotta e della speranza di un’intera comunità, la celebrazione del 25 Aprile ne riporta in primo piano l’accezione storica a noi più nota.

Il 25 Aprile rappresenta una delle date fondamentali della nostra storia, il giorno della Liberazione d’Italia dal regime fascista e dall’occupazione nazista.

È la data simbolo della Festa nazionale perché proprio in quel giorno nel 1945, avvenne la ritirata da parte delle truppe naziste e di quelle fasciste della repubblica di Salò dalle città di Milano e Torino.

La guerra in realtà andò avanti ancora per qualche giorno: la fine venne sancita infatti con la firma della Resa di Caserta il 29 aprile (che divenne effettiva il 2 maggio).

Il 25 Aprile si celebra anche la Resistenza militare e politica delle forze partigiane che hanno dato il loro importante contributo combattendo per la democrazia e la libertà di tutti.

Dalla Resistenza e dalla Liberazione, la nostra Italia è ripartita per ricostruirsi in maniera totalmente nuova e gli italiani si sono incamminati verso un futuro comune di pace, solidarietà, comunità.

Un futuro che, sia pure costellato di ostacoli di vario genere e di diversa gravità, ci ha fatto diventare una Nazione tra le più importanti al mondo.

Proprio oggi, in questa immensa e durissima crisi determinata dalla pandemia di Coronavirus, dobbiamo riprendere quello spirito di liberazione e di ricostruzione, cercando di essere veramente comunità.

Gli eroi di oggi sono i medici, gli infermieri, i volontari e tutti coloro che si trovano in prima linea per salvaguardare la salute di tutti. A loro va il “grazie” di tutti.

L’emergenza sanitaria impedisce, in questa fase, i contatti diretti tra le persone e i festeggiamenti per il 25 Aprile non sono consentiti, forse per la prima volta dal Dopoguerra. Sono però molte le maratone e le iniziative on-line che consentiranno una partecipazione virtuale in una piazza ideale.

La sera del 25 aprile, nell’impossibilità di realizzare la tradizionale fiaccolata, l’Amministrazione invita gli eporediesi ad esporre il tricolore e ad accendere una luce, una candela o un qualsiasi lume sui propri balconi o finestre.

Stefano SERTOLI

 

Le ricorrenze sono importanti. Servono a rinnovare nel tempo non tanto la memoria, quanto la presenza.

C’è una differenza sottile ma sostanziale tra rammentare e ricordare, che si radica nella stessa natura etimologica dei termini. Rammentare significa portare alla mente. Ricordare è riportare al cuore.

Si possono rammentare le date, ma i valori, quelli no, quelli vanno ricordati e portati dentro ad ognuno di noi, perché sono come battiti di un cuore comune che permette alle istituzioni, alle comunità, alla società civile di vivere e preservare quelle condizioni di democrazia e libertà che sono necessarie alla sopravvivenza stessa delle persone.

In periodi di emergenza, come quello che stiamo vivendo, ci ritroviamo immobilizzati, costretti a limitare spostamenti e azioni. Ma il nostro cuore non smette di battere, l’organismo intero funziona, irrorato al centro e nelle sue periferie da quell’energia che ha permesso alla nostra nazione, alle donne e agli uomini che la compongono, di rialzarsi sempre, rinnovati e determinati a ricostruire ancora.

Tra i valori che vanno conservati nel cuore e tenuti vivi ogni giorno, c’è quello della resistenza.

La Resistenza al fascismo è stata il seme da cui sono sorte le conquiste sociali e civili dell’Italia, il grande movimento di solidarietà, di mutualità, di auto organizzazione, di emancipazione, variamente ispirato dalle culture cattolica, socialista, laica e repubblicana; un movimento che portò il popolo ad un protagonismo nuovo e ad una nuova presa di coscienza e che generò via via le grandi forze politiche popolari.

Molte furono le forme di resistenza al regime fascista: chi andò sui monti, chi fu internato nei campi di lavoro per militari, chi resistette nelle fabbriche; uomini e donne; giovani, adulti, anziani.

Anche oggi siamo chiamati a resistere: alle infiltrazioni mafiose, alla corruzione, ai diritti negati e anche alle mere logiche economiche e di mercato. In questi mesi ci viene richiesto di resistere anche e un’emergenza sanitaria che ci vuole distanti, divisi e chiusi nel nostro privato.

Ma se attraverso l’attività del “ri-cordare” saremo capaci di portate ancora una volta al centro del nostro cuore la forza e la determinazione di chi 75 anni fa ha sacrificato ben più di qualche mese e qualche comodità per difendere la nostra libertà e democrazia di oggi, allora forse ci apparirà più lieve anche questa resistenza.

Oggi come allora un grande sacrificio umano ci è stato richiesto. La nostra resistenza è una forma di rispetto.

Ci ritroveremo ancora nelle piazze, cresciuti e consapevoli dell’importanza di celebrare ricorrenze che permettono di unire le persone in ogni condizione.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – Diego BORLA

COMUNE DI NOMAGLIO

Un contributo della Sindaca di Nomaglio Ellade Peller

Il 25 aprile, ogni anno, è l’occasione per celebrare la Liberazione, per ricordare la lotta partigiana ed è l’occasione per rendere attuale la Resistenza ed i suoi valori.

Oggi, il parallelo con la situazione di emergenza che stiamo vivendo è immediato: medici, infermieri, volontari e tutti coloro che in vario modo sono impegnati a combattere il virus e a sostenere la popolazione, sono partigiani e staffette; solidarietà, fratellanza, uguaglianza, coesione, moralità, speranza, altruismo… sono i valori che muovono i partigiani di oggi come quelli di ieri.

Tutti, ma proprio tutti, oggi tocchiamo con mano il più alto ideale della lotta partigiana: la libertà!

Eh sì, perché è proprio quando un bene viene a mancare, anche solo in parte, che si comprende quanto sia grande il suo valore.

Limitare movimenti e spostamenti, rinunciare ad abitudini, passioni e frequentazioni, essere condizionati e controllati, per la maggior parte di noi è un’esperienza nuova che rende insofferenti, che rattrista.

E’ invece un’esperienza già vissuta, in maniera molto più opprimente, dalle persone più anziane: da coloro che hanno vissuto la guerra, da coloro che hanno ricostruito l’Italia dopo la guerra e che, quasi per assurdo, sono le vittime più numerose del virus.

Oggi ci è richiesto di rinunciare in parte alla nostra libertà personale, ma questa rinuncia serve a proteggere un bene altrettanto importante che è la salute di ognuno, la salute di tutti.

La rinuncia di oggi, inoltre, ci permetterà domani di apprezzare appieno ogni cosa ritrovata.

Anche oggi, come durante la lotta partigiana, come sempre, se ognuno di noi farà bene la propria parte, piccola o grande che sia, ne usciremo e ne usciremo al meglio: più forti, più consapevoli, più rispettosi, più coesi, più solidali, più liberi!

COMUNE DI VAL DI CHY

L’intervento del Sindaco Gedda

In occasione della ricorrenza del 25 aprile è giusto e doveroso ricordare e ringraziare tutti coloro i quali combatterono e persero la vita per la libertà, per ottenere un Paese civile e democratico, nel quale tutti noi abbiamo potuto vivere serenamente per 75 anni.

Ricorre però, in questo triste momento storico, altresì un pensiero ed un ringraziamento a tutte le Persone impegnate a combattere in prima linea un nemico invisibile, che miete Vittime anche tra i Soccorritori, siano essi Sanitari, Ausiliari, Volontari, Forze dell’Ordine e chiunque altro impegnato per aiutare il Prossimo.

Sono loro gli Eroi a cui dobbiamo tributare il nostro ringraziamento ed indirizzare la nostra infinita riconoscenza.

Così come durante la Resistenza buona parte del merito era da attribuire alla Popolazione che con dedizione, generosità e grande partecipazione ha supportato chi per noi ha combattuto per i nostri valori, anche oggi grande plauso va a chi con amore e professionalità è impegnato, mettendo a rischio la propria vita, nella battaglia contro questa inaspettata e tremenda pandemia.

Anche allora, nei momenti più tragici della Resistenza, non era sempre semplice e scontato individuare e conoscere il nemico, per questo dobbiamo imparare da chi ci ha preceduto, che ha combattuto e vinto per la Resistenza, che ci ha donato una Repubblica ed una Costituzione, e che anche Noi, uniti, vinceremo quanto prima questa tragedia del COVID-19.

COMUNE DI VIALFRE’

Un contributo del Sindaco di Vialfrè – Pietro Gianoglio Vercellino

Questo è quanto avremmo voluto esporre ai nostri concittadini se non fossimo stati colpiti dal COVID 19 con tutti i vincoli imposti dall’emergenza.(la foto allegata è relativa alla ricorrenza 2019)

“Buongiorno a tutti ed in particolare al GRUPPO ALPINI DI VIALFRE’ ed a PADRE PAUL, titolare della nostra parrocchia SS. Pietro e Paolo.

Quest’anno, per il quinto anno consecutivo, in forma solenne, ci ritroviamo in questo luogo, simbolo di tutti i luoghi in cui riposano i nostri combattenti che, di qualsiasi fazione essi fossero, combattevano per raggiungere la libertà di cui il 25 aprile 1945, è convenzionalmente riconosciuta quale data rappresentativa della liberazione, di cui oggi cade l’anniversario.

Tale data rappresenta la fine del ventennio fascista e l’inizio di un percorso che porterà al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta tra la monarchia e la repubblica; quindi alla nascita della nuova Repubblica Italiana con la relativa stesura della Costituzione che entrò in vigore il 1 gennaio 1948.

Il 25 aprile dunque ha radici profonde, robuste e solide, grazie alle quali è nata la nostra Costituzione Italiana e con essa è cresciuta la nostra democrazia.

La nostra democrazia affonda le sue preziose radici nella lotta al nazifascismo, nella resistenza partigiana, a volte un po’ confusa e di cui Giancarlo Chiarini ne è stato l’emblema, e nella liberazione dalla tirannia.

Il 25 aprile rappresenta quindi la soglia del terreno al disotto della quale sono presenti le radici fondanti dell’albero della vita presente sopra tale soglia.

Il tronco della democrazia è la partecipazione popolare, i rami sono le sue istituzioni, le foglie i diritti universali, i fiori la bellezza della libertà di espressione, di opinione e di stampa. La democrazia cioè è vita, se non esistesse sarebbe morte cioè dittatura.

Il significato di questo momento è anche quello di ricordarci sempre, in ogni momento della nostra vita quotidiana, del valore della libertà e della vita per tutti noi ed anche per coloro i quali si trovano purtroppo ancora oggi a convivere con le guerre presenti in alcune realtà come la Siria, la Libia territori ancora dilaniati da guerre fratricide.

A conclusione di queste mie brevi riflessioni tornerò solo a ricordare ancora una volta i primi e fondamentali articoli della nostra Costituzione:

art 1) L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Essa appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti concessi dalla costituzione.

Art 2) La Repubblica Italiana riconosce e garantisce i diritti dell’uomo, che nella storia sono stati sovente disattesi e violati.

Art3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono tutti eguali davanti alla legge.

Per tutti noi, quindi questo momento significa, ribadire, ancora una volta, il valore storico, politico e civile di una data che, nel nome della libertà, segnò per l’Italia l’avvio di una nuova epoca regolata da una forte democrazia.

Grazie – Viva la Resistenza. Viva la Repubblica. Viva l’Italia libera e unita.

Un contributo di Pierangelo Monti – Presidente nazionale del M.I.R.

Il 25 aprile è Festa! Festa per celebrare:

·        la liberazione dalla dittatura nazi-fascista;

·        la riconquistata libertà;

·        l’inizio della democrazia;

·        la fine della guerra che ha devastato l’Europa e gran parte del mondo;

·        la vittoria dei popoli che hanno lottato contro i tiranni.

Facciamo festa oggi per risentire la gioia e rinnovare la speranza di chi visse la liberazione 75 anni fa. Ricordiamo coloro che col loro sacrificio hanno aperto la possibilità di vivere in pace.

Un Partigiano olandese condannato a morte ha scritto: “Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la pace e la libertà e ricordate che questo bene deve essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitu e’ meglio non viverla. Amate la Patria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono i vostri fratelli”.

Il sogno di pace, di giustizia e di fratellanza  è rimasto incompiuto. Le grandi dichiarazioni di diritti scritte dopo la guerra non sono bastate per affermare realmente i diritti per tutti. Le belle organizzazioni internazionali (ONU, UE) nate per evitare le guerre ripudiate dai popoli, non sono cresciute, anzi hanno perso efficacia. Così ci sono state tante guerre in 75 anni e continuano ad esserci ancora. Troppe risorse sono state sprecate per preparare e fare le guerre, per gli interessi di pochi, mentre si sarebbe dovuto sostenere la vita e la salute di tutti, in tutto il mondo.

Noi umani dobbiamo ancora imparare ad essere umani; a considerare gli altri come fratelli, che per nessuna ragione vanno uccisi e lasciati morire nell’indigenza.

In questi tempi di resistenza all’epidemia da coronavirus, dovremmo tutti prendere coscienza della necessità di cambiare strada, per liberare il mondo dalla violenza, dall’ingiustizia, dal razzismo, dall’indifferenza e anche dalla distruzione ambientale.

Che la resistenza continui con forza e gioia, sulla strada della nonviolenza verso la pace!

Pierangelo Monti

Le collaborazioni per questo 25 Aprile diverso dal solito continuano a giungere. Abbiamo il piacere di ospitare ora dei versi dell’amico Livio Bottani, che riflette sulla nostra attuale politica, sulla situazione creata dal virus, sulla fede nella libertà democratica che non deve mai vacillare. Lo ringraziamo di cuore.

RESISTENZA A OLTRANZA?

Un Papa ha evocato il pericolo delle fitte tenebre

destate dai morbi addensantisi sulle nostre città

e messo in guardia tutti sulle nostre vulnerabilità,

che molteplici smascherano precarie sicurezze.

In queste ore buie non possiamo tuttavia tacerci

che morbi forse più minacciosi vengono inoculati

da parte di cattivi maestri intenzionati a infettare

le fragili coscienze spaventate da un futuro incerto.

Professionisti della politica che dovrebbero rincuorare

soffiano invece sulle braci delle nostre vaghe passioni,

istigandoci ad assumere atteggiamenti intolleranti

e a una violenta reazione contro ogni solidarietà.

Purtroppo essi trovano spesso terreno fertile in noi,

suscettibili come siamo a lasciarci suggerire rimedi

troppo semplici per risolvere problemi molto complessi

riguardanti la convivenza civile e la nostra esistenza.

I fascismi e le volontà di pieni poteri aumentano

e molti reclamano forze reazionarie a gran voce,

auspicando l’avvento di satrapi e tiranni più o meno truci

che con il loro beneplacito assumano misure radicali.

In questa situazione controversa ed equivoca,

organismi democratici e solidaristici rischiano di fallire

inchinandosi alle autocrazie e legittimandole,

finendo per soggiacere alle distorsioni del potere.

Questo virus si diffonde velocemente nelle menti

come una epidemia trasmettendosi di cervello in cervello

con grande virulenza e senza trovare spesso quelle resistenze

che raffrenerebbero la loro contagiosa natura.

Guarire da esso è estremamente laborioso e difficile,

e non si sa se bastano tutte le forze dei volonterosi

a impedirgli di travolgere le loro povere difese

di fronte all’impeto di chi è interessato a propagarlo.

Bisogna però restare fermi e audaci nell’affrontarlo,

non cedere e resistere quanto più possiamo ai suoi attacchi,

cercando di ottunderne le volontà di sopraffazione

e proclamando la nostra fede nella libertà democratica.

 

Il contributo del professor Luciano Canfora

Il professor Luciano Canfora doveva essere con noi ad Ivrea e a Lace per celebrare il 25 Aprile. Purtroppo la situazione sanitaria non lo ha permesso. Lo ringraziamo comunque per la sua disponibilità e la squisita cortesia dimostrata durante gli incontri telefonici. Ci ha inviato la pagina di un libro del 1963 “Aldo dice 26×1” di Pietro Secchia (troverete l’immagine qui al fondo). Il professor Canfora, di suo pugno, invita a meditare su quelle ormai lontane parole. In sostanza, vi si affronta quello che è il nodo centrale della Resistenza e del dopoguerra, sino ad oggi. Il nodo della politica, ancora non risolto.

canfora

Diceva, Secchia:

«Il vero problema politico era ed è… se la vittoria della Resistenza e dell’insurrezione doveva significare la rottura del vecchio ordine… l’instaurazione di una effettiva democrazia oppure rappresentare il ritorno allo stato prefascista ed in un certo senso la continuità anche di quello fascista…»

E’ in parte quel che avvenne, e prendendo a prestito un giudizio coniato quasi trent’anni prima per la grande guerra, si può dire forse che quella della Resistenza fu una “vittoria mutilata”?

«Si trattava di restaurare il vecchio stato liberale prefascista oppure di dare vita ad un regime veramente democratico?»

Sappiamo che la realtà oscillò sempre fra i valori nuovi della Costituzione e la riluttanza, se non opposizione degli apparati statali e delle forze politiche più retrive.

«Non era possibile fare meglio e di più…– si chiede Secchia – … mantenere più saldamente certe posizioni conquistate, non cedere al ricatto degli occupanti e delle forze reazionarie?… Certe posizioni non furono conquistate come avrebbero dovuto, altre abbandonate senza la necessaria lotta.»

In quella situazione emersero “debolezze ed errori “ e si giunse in breve alla “restaurazione del capitalismo senza realizzare la “vera democrazia”.

«Questo è il problema, e non altro.»

Ce lo siamo trascinato sino ad oggi, partendo dall’ “amnistia” del 1946 dell’allora ministro della giustizia Togliatti, passando poi attraverso le pagine più buie della Repubblica, con i tentati colpi di stato, gli apparati deviati, il terrorismo di destra e di sinistra talvolta intrecciati e mai chiariti.

Lo riscontriamo nelle parole e negli sguardi di tanti Partigiani, delusi dal mondo qual è, non come lo speravano combattendo.

Oggi il significato più sostanziale di “destra” e “sinistra” rischia di perdersi, a tutto vantaggio delle forze più reazionare, sovraniste, neofasciste.

Dandoci libertà e democrazia, i Partigiani hanno per definizione concesso una libertà di pensiero, parola, azione anche a chi continuò ad essere fascista. E’ la caratteristica precipua della democrazia, della quale purtroppo approfittano maggiormente le destre.

«Tutti i partiti antifascisti, nessuno escluso, dovrebbero approfondire lo studio con uno spirito autocritico che prescinda per quanto è possibile dal patriottismo di partito.» raccomandava Secchia.

Con una sola pagina, e la sua nota a margine, il professor Canfora ci ha suggerito l’argomento per un dibattito che, prendendo spunto dalla Festa di Liberazione, potrebbe continuare nei mesi prossimi. Magari con un nuovo Direttivo allargato nella Sede dell’Anpi, con partiti, associazioni, movimenti, cittadini…

FESTA DELLA LIBERAZIONE

Quella che noi chiamiamo Resistenza fu un fenomeno molto più ampio, che non vide protagonisti soltanto i nostri Partigiani sulle montagne.

Resistenza furono gli antifascisti dei primi anni Venti, i combattenti della guerra di Spagna, i condannati dai tribunali speciali, i confinati, gli esuli.

Resistenza furono, dopo l’8 settembre del 43, gli artiglieri che combatterono l’invasore tedesco a Porta San Paolo, a Roma; i trucidati della divisione Acqui a Cefalonia; i militari deportati in Germania che seppero dire no e scambiarono la libertà con la dignità; coloro che morirono nei lager nazisti; i cittadini della Napoli delle 4 giornate; le vittime degli eccidi nazifascisti, le donne che costruirono la rete di solidarietà che permise ai combattenti di sopravvivere ed agire per due anni; i preti che protessero; l’intera popolazione che seppe risvegliarsi dopo vent’anni di dittatura.

Tutti insieme costruirono una diga contro il fascismo e per una vita nuova, libera e democratica.

Una diga che purtroppo soffre di molte crepe, da cui l’acqua soffocante esce rischiando di allagarci ritornando al passato. Salvaguardiamo quella diga. Evitiamo per basse manovre politiche di manometterla ancor più.

E’ una diga che ci protegge e si chiama Resistenza, memoria e Costituzione.

In essa c’è tutto quello che serve per migliorare il nostro presente e futuro.

Ci sono i valori della Giustizia, Libertà, Democrazia, Pace e Solidarietà.

Viva il 25 Aprile, viva i Partigiani, viva l’Italia!

Sezione di Mathi

Deposizione fiori al monumento ai caduti dell’ A.N.P.I. di Mathi

Discorso del Sindaco di Mathi

Mostra virtuale

Sezione di Moncalieri

Iniziativa patrocinata dalla Città di Moncalieri e organizzata con altre associazioni cittadine.

Lo scorso anno di questi tempi eravamo impegnati nelle celebrazioni dei cippi per il progetto “Aspettando il 25 aprile” quest anno non abbiamo potuto realizzarlo per ovvi motivi, ma abbiamo deciso di coinvolgere comunque la cittadinanza. Proponiamo un concorso, che si svolgerà attraverso modalità digitali e che sarà aperto agli studenti e a tutta la cittadinanza. I partecipanti possono inviare testi (poesie, racconti,…), foto, video e disegni che rispondano alla domanda: “Quale Resistenza oggi ?” e che interpretino in modo originale e attuale i fatti, i protagonisti e i valori della Resistenza, in particolare nella sua dimensione locale. La scadenza è il 20 aprile 2020.

Sulla pagina Facebook,  ogni giorno da qui al  20/4 pubblicheranno brevi contenuti sui moncalieresi vittime della Resistenza: https://www.facebook.com/moncaliericomunita/ e https://www.facebook.com/moncalierigiovane/

Posa della corona a uno dei cippi della Sezione

25 Aprile 2020 Io resto libero
Questo è il MONUMENTO ALLA RESISTENZA, scultura in bronzo, che ho creato nel 1965 per il Circolo Da Giau di Torino per celebrare il Ventennale della Liberazione e della Resistenza.
Mano ignota nel 2008 l’ha rubata sdradicandola dal piedistallo sul quale era collocata.
Per il 25 Aprile 2020, 75° anniversario della Liberazione, pubblico questa foto per ricordare la scultura scomparsa, i Martiri della Resistenza e i valori che la Resistenza al nazi-fascismo rappresenta ancora.
Per non dimenticare e onorare chi non dimentica.
Alla memoria di Angelo Mezzano, zio di mia moglie Elsa, partigiano ucciso dai tedeschi nel 1945.

Sezione di Montanaro

Sezione di None

L’ANPI di Nole sta preparando per il 25 aprile con il coinvolgimento sia dei cittadini che degli studenti delle scuole medie della città disegni, pensieri, ecc… sul tema “25 aprile, un messaggio di speranza”. I materiali raccolti verranno  pubblicati sul sito della sezione.

https://sites.google.com/view/anpinole

Sezione di Oglianico Favria Rivarolo

Sezione di Pinerolo

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria che impedisce i contatti diretti tra le persone, i tradizionali appuntamenti del 24 e 25 APRILE in onore delle Partigiane e Partigiani che ci hanno donato con il loro sacrificio la pace e la libertà verranno sostituiti da un corteo virtuale sui luoghi della Resistenza nel Pinerolese trasmesso da Radio Beckwith Evangelica sabato mattina 25 Aprile e da una Fiaccolata Virtuale promossa dall’ANPI di Pinerolo la sera del 24 Aprile con il patrocinio della Città di Pinerolo.

Sezione di Piossasco

Anche se non sarà possibile trovarci insieme nelle strade e nelle piazze, è importante far sentire la nostra voce ed il messaggio che ci hanno lasciato i partigiani attraverso la lotta e la resistenza.
Per questo alle ore 15 usciremo sui nostri balconi a cantare Bella Ciao.
Rimaniamo insieme anche attraverso la pagina Facebook: IO ADERISCO A ANPI PIOSSASCO ed il canale YouTube ANPI Piossasco.
Ci farebbe piacere ricevere il video che vi ritrae mentre cantate Bella Ciao, insieme all’autorizzazione (realizzeremo un montaggio con il materiale pervenuto) a diffonderlo attraverso i canali social.

Sezione di Rivoli

In occasione di questo particolare  25 Aprile la sezione di Rivoli ha avviato una collaborazione con altre associazioni del nostro territorio, tra cui il Comitato Resistenza Colle del Lys ed in particolare LABXRivoli, da poco costituitasi e promotrice della proposta.

Il progetto  realizzato con LABxRivoli ha tra le finalità quella di mantenere viva la memoria storica della Resistenza, di quei tragici giorni e delle radici antifasciste della nostra città attraverso la produzione di un video che comprende la lettura di alcune delle lettere scritte dai Martiri della Resistenza, poco prima della fucilazione e di ricordare quei tragici eventi. E’ stato inoltre creato un sito web “https://www.rivoli25aprile.it/” , all’interno  del quale si possono trovare anche una mappa di Rivoli con la storia, le testimonianze ed  i luoghi della Memoria: Piazza Martiri della Libertà (già Piazza Principe Eugenio) dove avvennero  barbare esecuzioni, la frazione di Tetti Neirotti dove i Partigiani furono vittime di rastrellamenti, la caserma “Ceccaroni” (le casermette) che fu teatro di detenzioni, atroci torture e fucilazioni, tanto per citare alcuni esempi.

Il nostro intento è anche quello di promuovere la riflessione sui valori costituzionali come il ripudio della guerra, l’eguaglianza dei diritti e della resistenza all’oppressione.

Oggi nel 75° anniversario dalla fine della seconda guerra mondiale, in una situazione politica ed economica resa ancor più difficile a causa della pandemia di proporzioni mondiali, pensiamo sia  importante ricordare il sacrificio di tutti gli uomini e le donne che hanno perso la vita per garantirci la possibilità di vivere in un Paese fondato sulla “Libertà” di pensiero e sull’”Uguaglianza” di tutti i cittadini.

Sezione di Rosta

XXV APRILE – “Alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie”. (Sandro Pertini).
Abbiamo scelto, malgrado il periodo di restrizioni, di celebrare simbolicamente questa festa, alla presenza del Presidente della sezione ANPI di Rosta, al vice Capogruppo della sezione ANA di Rosta Marco Merlo, dell’Amministrazione Comunale rappresentata dal Sindaco Domenico Morabito e dal Vice Sindaco Anna Versino.
Abbiamo osservato un minuto di silenzio innanzi al ceppo commemorativo in piazza Vittorio Veneto e davanti alla lapide di Luigi Votta, martire per la libertà.
Perché ricordare è importante, anche in situazioni difficili come quelle attuali.
Il Sindaco
Domenico Morabito

Intervento del Sindaco di Rosta

Sezione San Maurizio e San Francesco al Campo

Sezione di San Mauro Torinese, Castiglione e Gassino

Per questo 25 Aprile, 75° Anniversario della Liberazione, come Anpi  sez. Leo Lanfranco di San Mauro Castiglione e Gassino abbiamo predisposto un video-raccontomusicale sulle vicende partigiane del nostro territorio seguito da un secondo video in cui queste sono raccontate in modo più completo.

Video letture + Corpo Filarmonico

Video letture esteso

A livello istituzionale non si è potuto realizzare la proposta di organizzare un evento che vedesse coinvolti insieme i sindaci della zona e l’ANPI.
Pertanto per San Mauro si è deciso di predisporre un video con Narciso Bariolo come ANPI (vicepresidente ANPI Leo Lanfranco) mentre Il sindaco Bongiovanni ha predisposto un suo video.
A partire dalle ore 10 di sabato 25 aprile potete visualizzare questi video sul nostro sito: www.anpisanmauro.it.
I video saranno anche sul gruppo Facebook dell’ANPI – Sezione Leo Lanfranco (https://www.facebook.com/groups/308894582507843/ )  e rilanciati sul sito del Comune di San Mauro Torinese e relativi canali social.
Per Gassino e Castiglione è organizzata una cerimonia di tre-quattro persone, compreso il rappresentante dell’ANPI Narciso Bariolo, con posa di corone e brevi interventi che verranno ripresi e postati sui social.

Sezione di Settimo Torinese

Manifesto istituzionale e lettera del presidente di sezione agli iscritti e simpatizzanti

Il presidente Silvio Bertotto, ha realizzato un videomessaggio per il prossimo 25 aprile, rivolgendosi in modo particolare ai ragazzi delle scuole, in vista dell’annuale ricorrenza. Visibile nella pagina facebook dell’Anpi di Settimo Torinese, all’indirizzo https://www.facebook.com/anpisettimo/

Sempre visibile al link facebook della sezione segnaliamo la pubblicazione di un secondo video del Presidente Silvio Bertotto sulla rappresaglia dell’8 agosto 1944 a Settimo.

Due pagine speciali che l’Anpi ha realizzato per la festa della Liberazione sul settimanale LA VOCE in edicola da martedì 21 aprile.

Sezione ANPI di Venaria Reale

Registrare un video “Bella ciao” cantata dai bambini e ragazzi per la realizzione di un “canto a distanza”. Inviare il materiale alla mail: fra.dolcevita@gmail.com o tramite WhatsApp  3357532422 entro il 15 aprile.

VIDEO

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.
P. Calamandrei

Bella Ciao cantata a staffetta da bambini, adulti e famiglie. Tante voci distanti unite in un unico canto per celebrare il 75° anniversario della Liberazione.
Un omaggio ai Partigiani venariesi per onorare la loro memoria.

Felice Liberazione a tutti!

(La condivisione di questo video è soggetta alle norme sulla protezione dei minori).

“Mirto” – Video realizzato con il contributo di Riccardo Ritiri e la voce di Bruno Pantano.

Sezione di Volvera

In questi giorni è stato avviato un percorso di sensibilizzazione verso il 25 aprile con la preparzione di alcuni video che si prevede di pubblicare sul nostro canale Yuotube, profilo Facebook e chat WhatsApp ogni giorno.

Nei giorni scorsi è stata definita con il Comune la posa degli omaggi alla lapide dei caduti e monumento … La cerimonia sarà diffusa in diretta via social e, nel pomeriggio, si sta programmando una diretta che prevede una condivisione alle ore 15 della nostra iniziativa #bellaciaoinognicasa e, a seguire, la proiezione del documentario “Fino alla fine e oltre” sulla resistenza in Val Sangone e letture.

Immagini della cerimonia di omaggio alle lapidi e commemorazione per il 25 aprile

Dagli Amici dell’ANPI

Acmos – 25 aprile 2020: #pensieridilibertà – Una campagna social di avvicinamento alla Festa della Liberazione

Aderiamo alla campagna promossa dall’ANPI #BellaCiaoInOgniCasa e, in avvicinamento, lanciamo un’azione chiedendo, a chi lo vorrà, di realizzare un video o scattare una foto per ricordare sui social network brani, poesie, canzoni partigiane che aiutino a riflettere sul bisogno di libertà ed il prezzo pagato per affermarla durante la Resistenza.

Associazione Memoria della Benedicta – canzone “Bella ciao”

La bottega del ciabattino – “Lettere dei Partigiani condannati a morte”

Balochistan (Pakistan)

Un saluto resistente da una coppia di amici del Balochistan (Pakistan) che sono stati ospiti dei corsi di formazione dell’ITC ILO

Casa Arcobaleno

Video di Bella ciao cantata dalla band Fran e i pensieri molesti.

Liceo  Classico e Musicale “C. Cavour” di Torino

In questo drammatico periodo, il Liceo  Classico e Musicale “C. Cavour” di Torino , impegnato nella formazione a distanza, in occasione della festa della Liberazione ha realizzato un video con l’esecuzione, da parte dei propri studenti, dell’Inno di Mameli “il Canto degli Italiani”, consapevole che mai come oggi la musica può essere veicolo di trasmissione dei valori fondanti del nostro Paese.

Lo sottoponiamo alla Vostra attenzione, fiduciosi che possa essere di Vostro gradimento: siamo altresì convinti che il messaggio dei nostri ragazzi sarà positivo e utile per ribadire la nostra unità nella ripresa.

Il link per scaricarlo dal nostro cloud è

https://mega.nz/file/Nc0jWBKB#9zbqtn4tjAlGqlHfcVaREN68UeO1fNdrEKkliXiIlDo

Lavoro delle classi terze della scuola media Matteotti di Torino, 2018

Teres Aoutes String Band “Bella Ciao”

COMUNE DI COLLEGNO

Questo 25 Aprile 2020 festeggiamo idealmente e virtualmente insieme,  il 75° anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Stiamo attraversando un periodo difficilissimo a causa della pandemia del Coronavirus, che ha stravolto la vita sociale ed economica di tutti noi, portando morte e sofferenza nelle case degli italiani e dei collegnesi.

Dalla storia e dalla nostra esperienza dobbiamo trarre la forza di resistere, ispirati dalla fratellanza che caratterizza il nostro essere una società globale interconnessa e una comunità stretta da indissolubili legami di appartenenza.

Anche in questo tempo possiamo fare affidamento al “più bel fiore del Partigiano”: la Costituzione, bussola e garanzia per tutti.

Il  25 Aprile, anche in questa dolorosa situazione, va celebrato con slancio e passione perché rappresenta la forza morale e materiale di un popolo, quello italiano, capace di alzarsi e rialzarsi di fronte a crimini, tragedie e ingiustizie.

La Resistenza e la lotta di Liberazione hanno definito  che cosa sono la democrazia e i diritti fondamentali delle persone: lavoro, istruzione, salute e giustizia sociale. Il sacrificio di tanti giovani, dei partigiani e delle vittime civili della barbarie nazifascista non è stato inutile. Sono state le avanguardie di un Paese e di un Mondo Nuovo.

Un messaggio chiaro che nella nostra Città, Medaglia d’Argento al Merito Civile, affonda le radici nella memoria dei 68 Martiri del 30 Aprile1945.

La corresponsabilità, l’impegno comune e la condivisione ci cambieranno ancora trasformandoci in resilenti, resistenti pronti ad una ri-evoluzione. Collegno città di pace, Collegno città del lavoro rinascerà dando priorità e dignità alla condizione umana, alla solidarietà, alla cooperazione locale e internazionale per uno sviluppo giusto e sostenibile.

Così come ci ha indicato la lunga marcia della Resistenza.

W il 25 Aprile, W la Liberazione, W l’Italia.

Il Sindaco

Francesco Casciano

COMUNE DI MONCALIERI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *