14 ottobre 2020 in Val Chiusella

Cari amici, purtroppo quest’anno le consuete Cerimonie in ricordo dei Martiri Partigiani di Traversella e della Valchiusella si terranno in forma estremamente ridotta, come potrete vedere dalla scaletta qui di seguito. Verranno interessati, infatti, soltanto i Comuni di Traversella, Vistrorio, Val di Chy e Vico (Valchiusa). Siamo comunque sicuri che in cuor vostro ricorderete ugualmente il rastrellamento dell’ottobre 1944, che culminò con l’incendio di Traversella, dopo essersi lasciato alle spalle una scia di sangue. In tempi migliori riprenderemo questi momenti della Memoria, contando sulla Vostra presenza come è sempre stato in passato.

 

Comuni di Traversella, Vistrorio, Val di Chy, Vico (Valchiusa)

 

MERCOLEDI’ 14 OTTOBRE 2020

 

Per ragioni di sicurezza legate all’epidemia di coronavirus, e per conseguente senso di responsabilità, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, la cerimonia si svolgerà nel seguente modo:

 

Ore 10, Traversella, deposizione di fiori alla lapide di Piazza Martiri. Presenti Sindaco o suo rappresentante, un rappresentante dell’Anpi, un rappresentante del Coordinamento delle Associazioni resistenziali torinesi, il Partigiano Vincenzo Pino, per un totale di 4 persone. Non è previsto pubblico.

 

Spostamento al Monumento di Vistrorio con le stesse modalità di cui sopra.

 

Spostamento al Monumento di Val di Chy con le stesse modalità di cui sopra.

 

Spostamento al Monumento di Vico (Valchiusa) con le stesse modalità di cui sopra e termine della cerimonia verso le ore 12.

 

 

A giudizio dei rispettivi Sindaci potranno essere pronunciate brevi parole alla deposizione presso ciascun Monumento. Un eventuale (breve) discorso ufficiale potrà essere tenuto nella piazza di Vico.

 

Visto l’esiguo numero di partecipanti, ciascuno ovviamente munito di mascherina e nel rispetto delle distanze di sicurezza, la cerimonia sarà configurata come spostamento personale di pochi Cittadini, senza le autorizzazioni che invece caratterizzano più ampi assembramenti.

 

 

Al termine, non più di 5 partecipanti (che giungono da Torino) pranzeranno a Vico (il ristorante è già stato avvisato. Se qualcuno desidera aggregarsi è pregato di telefonare direttamente al ristorante).

 

Per info: 0125 63 90 62 / 320 685 44 32

 

 

Per ricordare…

 

Caduti di TRAVERSELLA

 

BREDDA Giovanni

BRESCIANI Flavio

CERUTI Salvatore

CLERIN Bartolomeo

CODA Delfo

FAVERO Antonio

MARTINETTO Stefano

MOSELE Gilberto

ZOPPO Giovanni

PICCOLO Ernesto

FRANZA Augusto

 

Caduti a ALICE SUPERIORE (ora Val di Chy)

Don GEDDA Martino

Caduti a VICO CANAVESE

 

GARIS Mario

STRAZZA Gioachino

PINET Augusto

SELIS Vincenzo

SALMOIRAGO Giuseppe

 

 

 

 

 

 

Caduti a VISTRORIO

TORREANO Adriano

Caduti a MEUGLIANO

 

GARRONE Renzo

ARNOLD Antonio

BARALE Franco

GANDOLFO Luigi

 

 

 

 

 

 

RICORDIAMO INOLTRE TUTTI I CADUTI E LE NUMEROSE DONNE PARTIGIANE E STAFFETTE, UCCISE IN QUESTI LUOGHI

 

Il rastrellamento del 14 ottobre in Val Chiusella

 

I fatti di cui parleremo qui riguardano l’estate e l’autunno del 1944. In questo periodo vi furono numerosi scontri fra Partigiani e nazi-fascisti, ai quali seguì un imponente rastrellamento tedesco che nell’arco di alcuni mesi, dal giugno all’ottobre ’44, coinvolse la Bassa Valle d’Aosta giungendo sino in Val Chiusella.

 

  • Il 10 ottobre vi furono scontri ad Agliè e Castellamonte; il 13 uno ancor più violento a Bornasco e Sala.
  • Il 12 e 13 ottobre il rastrellamento tedesco interessò Quincinetto, mentre accaniti scontri avvennero ad Alice, Vico, Traversella e Meugliano. I reparti della VII Divisione GL, delle formazioni Matteotti e Garibaldi furono duramente provati. Restarono uccisi 12 Partigiani e 13 vennero fucilati dopo la cattura.
  • A Traversella furono incendiate 54 case, a Vico il Municipio.
  • Il 13 e 14 ottobre scoppiò la battaglia di Scalaro. Il giorno dopo il rastrellamento si spostò a Castellamonte.

 

«Il 13 ottobre i preziosi informatori dislocati in pianura avvertirono che per la sera stessa il comando germanico aveva in programma di attaccare con forze tedesco-russe i Distaccamenti garibaldini dislocati nella zona di Quincinetto. L’allarme fece entrare immediatamente in postazione i ragazzi del Centro Staffette, e quelli del Distaccamento “Nazionale”, del “Caralli” e del “Don Minzoni”. Giornata turbolenta di pioggia, di vento, di neve; giornata rigida, tempestosa, poco adatta per operazioni in montagna, l’attacco si fece attendere a lungo… Verso le 21, la pattuglia garibaldina posta di guardia al ponte segnalò l’approssimarsi delle truppe nemiche. L’attacco muoveva da più punti… In mezzo alla tempesta, si sviluppò una violenta azione di fuoco che vide fulgidi episodi di valore nel corso dell’epica resistenza opposta dai garibaldini. Ulisse, vicecommissario di Brigata, trovò morte eroica in uno dei momenti salienti della mischia. Libero, comandante militare, sostenne sino all’ultimo l’urto avversario per dar tempo agli uomini di attestarsi a difesa su un terreno più favorevole. Alla fine, ferito leggermente, si buttò in un burrone per sottrarsi alla cattura e per poter raggiungere il grosso dei partigiani, e vi riuscì! Una pattuglia germano-russa, intanto, penetrata nell’abitato di Quincinetto, feriva mortalmente la staffetta Felice. Investito in pieno, il Distaccamento “Ferruccio Nazionale”, agli ordini di Bandiera II, tenne duro per ben tre ore contro la preponderanza materiale del nemico, dotato di un gran numero di armi automatiche pesanti.

 

Successivamente il Distaccamento ripiegava oltre Scalaro. Più tardi i rastrellatori, piombati di sorpresa in una baita, si impadronirono di otto garibaldini. Li ricordiamo perché i loro sono nomi di Eroi: Pirata, Gigino, Cento, Pilacchi, Vento, Giulietta, Enea e Adele. In realtà in un primo tempo i catturati furono nove, ma uno di essi – Ridolini – dando prova di grande prontezza di spirito e sprezzo del pericolo, scagliandosi come una fiera contro gli avversari, potè trarsi in salvo nonostante la girandola di proiettili che gli veniva indirizzata, con il solo risultato di ferirlo ad un braccio.

 

Impavido come sempre, standosene soltanto con altri 7 uomini in una piega del terreno, oltre Scalaro, Bandiera II attendeva l’arrivo della pattuglia avanzata nemica, attaccandola non appena l’ebbe a contatto balistico. Quel pugno di valorosi resisteva nella tempesta scatenata dal cielo e dalla terra. Questi otto garibaldini, incitandosi a vicenda, rimasti circondati una prima volta, tennero duro un’ora filata, rispondendo con fierezza a tutte le intimazioni di resa rivolte loro.

 

Ormai decisi ad andare sino in fondo, Bandiera e i suoi compagni continuarono a sparare fino a che, sopraggiunta una densa nube di nebbia, vi si infilarono per uscire dal cerchio di ferro nel quale erano venuti a trovarsi rinchiusi. Favoriti dalla nebbia poterono spostarsi su una posizione più elevata dalla quale attaccarono per la seconda volta il nemico. Dalle loro postazioni, intanto, i garibaldini del “Don Minzoni” respingevano la prima ondata germano russa, che riprendeva più tardi il proprio movimento di sfondamento impiegando un numero maggiore di uomini e di armi automatiche.

 

La seconda ondata, fermata dalla lunga e violenta reazione di fuoco delle fanterie alpine partigiane, riusciva, alla fine, a costringere il Distaccamento a ripiegare più in alto di dove, sul fare del mattino, esso riprendeva la propria azione di molestia contro le colonne nemiche. Il combattimento si protraeva intenso… Alle 10 del mattino del 14 ottobre, i germano-russi si trovavano nelle vicinanze di Traversella sulla cui piazza, dopo aver incendiato quasi al completo il paese, fucilavano 13 partigiani fatti prigionieri, più un popolano…»

 

Da “Noi della VII”, di Primo Corbelletti (Timo),

Comandante della VII Divisione Garibaldi

 

«La sera del 12 ottobre, alle ore 21, i Tedeschi ci attaccarono a Quincinetto, uccisero Ulisse e ferirono Giannino Antonio (Ridolini). Di lì ci siamo ritirati su Scalaro e con la maggior parte abbiamo proseguito verso il colle per la Val Chiusella. A 20 metri dal colle ci siamo schierati in assetto di guerra. All’alba i Tedeschi son venuti su in ordine sparso. Noi li abbiamo lasciati venire a tiro e ne abbiamo colpiti cinque. Loro hanno cessato il fuoco e noi abbiamo attraversato il colle e giù di corsa a Traversella. Nel frattempo 14 Garibaldini si erano fermati in una stalla a Scalaro, pensando che i Tedeschi non fossero arrivati fin lì. Invece, solo “Ridolini” riuscì a scappare nella notte, approfittando del buio. Gli altri 13, purtroppo, vennero fucilati a Traversella. Noi abbiamo proseguito per Chiara, non per la strada ma nei dirupi fra i boschi. Con me avevo 60 uomini. Essendo pratico della zona cercavo di farli passare al sicuro risalendo la china che porta alle montagne di Inverso e Trausella. Intanto è venuta notte ed io guardavo, giù in basso, Traversella, tutta un bagliore di fiamme. Gente del paese, collaborazionisti dei Tedeschi, segnava col gesso le case da bruciare! I nazi-fascisti avevano le autoblindo e sparavano in tutte le direzioni…

«Lì sulle montagne non potevamo più stare, allora pensai di scendere al basso. Nella notte siamo scesi vicino ad Inverso ed abbiamo guadato il torrente Chiusella e raggiunto i laghi di Meugliano, dove abbiamo sostato per fumare una sigaretta (chi ce l’aveva). Di lì abbiamo proseguito per la miniera di Brosso, e dopo esserci fermati in un cascinale, la notte dopo attraversammo la Dora a guado, portandoci a Gabiun, sopra Bienca. Dopo un mese siamo ripartiti per la miniera di Brosso, dove abbiamo passato l’inverno…»

 

Dai ricordi del Partigiano Chiolino Marino (Barolo),

classe 1918,  Vice Comandante  della 183° Garibaldi

 

Le conquiste democratiche

 

Con la fine della guerra si avviò nel Paese un processo di democratizzazione che portò alla nascita della Repubblica ed alla Costituzione, nella quale gli ideali che animarono gli uomini della Resistenza vennero espressi nella forma più alta. Molta strada resta ancora da compiere, oggi, per dare concretezza ai concetti di Libertà, Democrazia, Pace, Giustizia e Solidarietà per i quali tanti giovani si sacrificarono. Sta a noi continuare la Loro opera, ed è ciò che ci proponiamo anche attraverso queste cerimonie della Memoria e dell’impegno, che quest’anno sono ridotte per la responsabilità che sentiamo nei confronti di tutti.

 

Il giorno mercoledì 14 ottobre leggete queste righe, e partecipate anche voi, col cuore, pur a distanza, per ricordare ed onorare i nostri Caduti. Grazie

 

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