CIAO GINO

Il Direttivo di Sezione comunica con immenso dispiacere e dolore la perdita del Partigiano combattente Luigi Scanferlato (Gino) avvenuta ieri sera 6 novembre 2020.

Lo ricordiamo fra i banchi di scuola quando raccontava ai ragazzi le vicende del periodo partigiano che ha volto nella 11° Divisione Garibaldi 15° Brigata.

Quando li accompagnava fra le vie della città per adottare le lapidi cittadine dei partigiani caduti, fra le baite che lo hanno visto attivo con i suoi compagni di combattimento, accoglieva gli studenti e li guidava fra i sentieri partigiani durante le uscite didattiche che la Sezione proponeva alle scuole.

Sempre presente nei momenti commemorativi per ricordare i suoi compagni, al Cimitero Monumentale, alle manifestazioni per il 25 aprile, al Circolo Monte Sabotino e alle commemorazioni nelle valli della regione e quelle più prossime come al Colle del Lys.

Ci strigiamo alla sua famiglia con un affettuoso abbraccio sostenendo l’inseparabile moglie Cina.

I funerali avranno luogo mercoledì 11 novembre 200 alle ore 12.15 partendo dall’ospedale Amedeo di Savoia; alle ore 12.30 breve sosta presso l’abitazione.

Al Tempo della Cremazione al Cimitero Monumentale di Torino alle ore 13.00.

 
 
Così lo ricorda il nostro iscritto Alberto Pilloni
 
E’ come se venisse a mancarti un pezzo, un riferimento, un angolo di memoria.
Una frequentazione che da formale diventa intima.
La vicenda di un ragazzo che aveva scelto, dopo l’8 settembre 1943, di prendere il treno per Busca e salire in Val Varaita senza scappare dal bando Graziani (per ragioni familiari non era un militare e neppure un renitente alla leva) ma per un’avversione naturale al fascismo, ai sui riti alla sua occupazione della società.
Lasciare Torino, eludere i controlli delle milizie tedesche in stazione e lungo il percorso che portava in montagna per poi unirsi alle brigate garibaldine.
L’incontro con il comandante Zama (Edoardo Zamacois) un ufficiale inglese di origine ecuadoriana che paracadutato in Italia che, dopo alterne vicende, era divenuto il capo della XV divisione Garibaldi (una delle due divisioni presenti in Val Varaita) di cui diventò collaboratore e uomo di fiducia.
Poi la guerra quella vera, fuori dalla retorica del “partigiano portami via”: dormire sul fieno delle baite, passare da un rifugio all’altro, trascinare il proprio comandante ferito sotto la neve fra una valle e l’altra, il colpo in canna per non farsi catturare vivo, i rischi e la crudezza degli scambi di prigionieri, il dover utilizzare armi anche pesanti conoscendone le conseguenze.
Insomma tutto quanto una persona non desidererebbe mai affrontare ma che nella somma di tanti sacrifici e scelte individuali ha permesso la palingenesi di una Nazione e di dare dignità e valore ad un’Italia nuova che si riscattava dalle guerre assurde del fascismo attraverso l’impegno degli uomini e delle donne della Resistenza.
Un eroe tranquillo che alla fine della Guerra aveva scelto di tornare ad una vita normale, il matrimonio con Sina, la tipografia e le difficoltà della vita pratica delle persone normali nel borgo operaio della Torino degli anni 50.
Poi l’impegno nella sezione Anpi, gli incontri con i ragazzi delle scuole, le celebrazioni del sacrificio di Dante di Nanni, la fiaccolata del 25 Aprile e le commemorazioni di tutti i caduti con l’associazione combattenti e reduci a fianco all’instancabile Vincenza.

 
Parlare di sè con modestia e senza retorica, fra la collezione di francobolli, i ricordi e il materiale del lavoro di tipografo.
Insomma una vita così normale da non passare indifferente a chiunque avesse la capacità di comprenderne il valore.
Quest’anno con la pandemia è andata male.
Le iniziative con dell’Anpi Dante di Nanni e quelle con la Circoscrizione3 sono state una ad una sospese e rinviate.
Non ci sono stati l’incontro e la gita a Lemme con i ragazzi dell’IC Alberti, il ricordo e la partecipazione alla commemorazione dell’eccidio del Martinetto con i ragazzi della Scuola Perotti, l’iniziativa imbastita con ‘Istituto Plana sulla su Resistenza e Costituzione.
Iniziative che si contava di riprendere appena possibile ma che dovremmo pensare in modo diverso.
Insomma quella missione così importante ma vissuta senza enfasi e con normalità che consisteva nel trasmettere ai ragazzi delle Scuole della Circoscrizione 3 Torino la memoria, il senso e il valore dei sacrifici degli anni della Resistenza.
Di questi anni di frequentazione ci sono i ricordi di chi se ne è andato: Angelo, Olgher, Assom e di chi rimane: Vincenza, Doriano, Filippo, Elena, Emanuele, Mario, Luisa.
L’ecomuseo della Resistenza di Lemme creato da Assom Riccardo e i percorsi della memoria gestiti dall’ANA guidati Silverio Bossa.
Un grazie a Dirigenti Scolastici degli Istituti che hanno ospitato in questi anni Gino e partecipato alle iniziative dell’Anpi.
Un saluto commosso, un profondo dispiacere e un grande ricordo.
Gino Scanferlato – Partigiano Gigi (Torino 8 settembre 1925 – 6 Novembre 2020).
 
Messaggi ricevuti
Al  Presidente e a tutta la sezione condoglianze dal Direttivo e il presidente della sezione Nicola Grosa, per la scomparsa del caro Gino Scanferlato.
Fraterni saluti
Il Presidente per il Direttivo

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