Il presidente della Repubblica ha partecipato alla ricorrenza dei 70 anni dell’Ossario di Forno di Coazze

Mattarella e Fassino a oazzeCoazze – 31 ottobre 2015: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è andato Forno di Coazze in occasione della ricorrenza dei 70 anni della creazione dell’Ossario dove sono sepolti 98 partigiani caduti in Val Sangone. Subito dopo ha raggiunto Coazze dove ha inaugurato una scuola dedicata a Giulio Nicoletta, il giovane sottotenente dei carristi, originario di Crotone, che per primo salì sui monti della Val Sangone dopo l’8 settembre del ’43, per dare vita ad una banda partigiana.

Giulio NicolettaNicoletta, nato a Crotone il 21 agosto 1921 è deceduto a Giaveno (TO) il 23 giugno 2009; Medaglia d’Argento al valor militare. Al momento dell’Armistizio, ancora studente, si trovava nel Vercellese, come sottotenente di Fanteria del 1° Reggimento Carristi. Era subito entrato nella Resistenza, costituendo una banda partigiana nella zona di Bruino (TO). Ferito in combattimento contro i nazifascisti a Trana (TO), nel gennaio del 1944, Nicoletta, con i suoi uomini, era entrato a far parte della 43ma Divisione autonoma “Sergio De Vitis”, di cui, (durante i lunghi mesi della lotta contro nazisti e fascisti), era diventato il comandante. Molto apprezzato per il suo coraggio e le sue doti di ponderatezza, Nicoletta, nell’aprile del 1944, aveva condotto con i tedeschi le trattative per la liberazione degli ostaggi che erano nelle loro mani a Cumiana (TO). Violando gli accordi i nazisti massacrarono cinquantuno cumianesi, in cui ricordo, là dove sorgeva la cascina Riva d’Acaia, è stata eretta una grande Croce con l’epigrafe: “In questo luogo 51 cumianesi, cittadini esemplari e rimpianti, vittime innocenti e pure, la ferocia nazista trucidava. 3.4.1944”. Nicoletta, con i suoi partigiani, nei giorni dell’insurrezione fu tra i primi ad entrare a Torino, per difendere la città e impedire che vi entrassero le truppe del generale Schlemmer. Rimasto in Piemonte dopo la Liberazione, il comandante partigiano calabrese (a cui il Comune di Giaveno, dove abitava, attribuì la cittadinanza onoraria e che si è sempre impegnato per tenere alti i valori della Resistenza), riposa ora nel cimitero del suo paese di adozione (fonte: Anpi.it).

mattarella_coazzeIl dolore per i caduti della Resistenza è “da conservare sempre nella memoria per difendere la libertà”. Sono parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che questa mattina ha reso omaggio all’Ossario di Forno di Coazze, dove sono conservati i resti di 98 partigiani uccisi nella guerra di liberazione.

Mattarella, accompagnato da Piero Fassino, Presidente del Comitato dell’Ossario ha ricordato nel suo intervento “il carattere popolare, interclassista e sovranazionale del movimento di liberazione”, rappresentato dalla “presenza di tombe di civili, partigiani, soldati stranieri”. E, persino, “di una manciata di terra portata qui, in un loculo, dal figlio di un deportato morto ad Auschwitz”.

L’omaggio a Forno di Coazze è la seconda tappa della visita di Mattarella nel Torinese, dopo l’intervento all’Assemblea dell’Anci e la visita alla mostra di Monet alla Gam di ieri. Nel suo discorso di fronte all’Ossario il presidente ha detto: “Bisogna mantenere sempre viva la memoria e vigile l’attenzione verso nuove, insidiose, forme di sopraffazione e di morte”. E ha sottolineato: “non sono del tutto scomparsi i pericoli, che ogni tanto riaffiorano, e che chiedono sempre l’impegno alla vigilanza. C’è bisogno – ha concluso – di raccoglimento, riconoscimento e consapevolezza per tanto eroismo, tante vite spezzate, tanto dolore da conservare sempre nella memoria per sapere difendere la libertà” (fonte: Repubblica.it).

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